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Destra in movimento
Dal 21 al 23 luglio si terrà ad Orvieto la convention annuale organizzata da Gianni Alemanno, l'ex ministro leader della Destra sociale, che lancerà la candidatura di Gianfranco Fini alla leadership del centrodestra, prendendo atto dell'uscita dalla corrente di Francesco Storace, e decretando la fine di questo gruppo storico che si è sempre ispirato al sociale e alla politica dell'azione e della partecipazione popolare.
Gianni Alemanno
Il convegno segnerà la fine di un ciclo aprendone uno nuovo, nell'intento di far rinascere una diversa e più ambiziosa Alleanza Nazionale, nel tentativo di scuotere la Destra aprendola verso altre forze politiche moderate e attente al sociale. Le indiscrezioni sul nuovo corso non nascondono le ambizioni di questa parte politica che vuole Fini alla guida dello schieramento di centrodestra, contrastando l'egemonia berlusconiana, e la concorrenza di Ferdinando Casini. Inoltre sanciscono il definitivo divorzio con Storace, in quanto per vincere il partito dovrà necessariamente aprirsi verso l'esterno, non chiudendosi in casa ma aggregando altre forze liberali e sociali, ricercando il consenso in tutte le direzioni e rifiutando posizioni di mera sudditanza, rivolgendosi quindi a tutto il centrodestra, ma anche al centro e ai movimenti della sinistra democratica , liberale e radicale. Alemanno ha aperto all'Udc, cominciando con l'appoggiare la linea di Casini sull'Afghanistan, non rinunciando a tessere la tela con Marco Follini, che nonostante alcuni atteggiamenti troppo risoluti è l'ultimo segretario eletto dal congresso di questo partito, nel tentativo abbastanza palese di ricucire le posizioni e preparare un gruppo coeso da contrapporre all'armata in ritirata di Berlusconi. L'ambizioso obiettivo potrebbe concretarsi in una "Grosse Koalition", ossia nella creazione di una nuova maggioranza parlamentare in grado di compiere le grandi scelte fuori della portata dell'attuale governo. Lo slogan che sarà lanciato ad Orvieto,"Torniamo a volare alto; liberare la società, rifondare la politica", parla chiaro e sarà il prologo del documento politico con cui Fini presenterà la ricostruzione di AN. La rifondazione, dopo gli eccessi provenienti dalla gestione del potere, deve trovare dapprima il consenso di tutto il partito, per poi diffondersi nella società civile, nel mondo del lavoro, delle libere professioni e di tutte le parti economiche e sociali. La proposta, per dimostrarsi vincente, dovrà essere concreta e non astratta, comprensibile e immediata per giungere alla costituzione di un partito popolare, nazionale e modernizzatore. Il progetto dell'ex ministro dell'Agricoltura non si discosterebbe di molto da quello elaborato dallo stesso Fini, anzi lo integrerebbe aumentandone la forza. Nel parterre della convention saranno ben accette tutte le componenti del partito e le rappresentanze della CdL, nel tentativo di sancire la fine del correntismo, affermando così l'unità e centrando obiettivi ambiziosi e condivisi. A questo importante appuntamento per la trasformazione della destra parteciperanno le menti economiche della CdL, con l'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti, l'ex ministro del Welfare Roberto Maroni della Lega Nord, e Bruno Tabacci dell'Udc. Alemanno intende "andare oltre" dialogando con tutti i settori della società civile, con gli ordini professionali, i sindacati, e le imprese. Proprio su questa ipotesi si è consumata la frattura con Storace, anche se la porta per lui rimarrà sempre aperta.
Dario Meschi
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