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Un primo bilancio
Sono passati due anni dall'insediamento dell'amministrazione Albani, offrendo l'opportunità ai protagonisti della vita politica meratese di esprimere i loro liberi e contraddittori giudizi. Il settimanale cittadino ha concesso ampio spazio all'avvenimento, pubblicando le interviste rilasciate dal primo cittadino e dai responsabili della minoranza, e proponendo un sondaggio via internet del quale attendiamo con curiosità il risultato. Dalle dichiarazioni è emerso un quadro contraddittorio, dove alla soddisfazione del borgomastro si sono contrapposte le critiche impietose dei rappresentanti della minoranza. Ora, il giudizio impietoso, ma decisivo, spetta soltanto ai cittadini che, è giusto ricordarlo, in maggioranza non avevano scelto la lista vincente di "Insieme per Merate". Battista Albani è un uomo risoluto, deciso e caparbio, poco avvezzo alla politica della parola, e in genere più interessato ai fatti e alla concretezza, infatti, intervenendo, ha ammesso, seppure tra le righe, la diversità palesemente presente nell'eterogeneo gruppo di maggioranza, l'assenza di persone politicamente valide, perché non elette, definendo la compagine che dirige "vivace, ma molto unita". Sicuramente della vivacità si sono accorti tutti, e mai, prima d'ora, erano state espresse pubblicamente così numerose affermazioni diverse tra loro, se non addirittura contrastanti, dai rappresentanti della giunta e dai consiglieri. L'unità c'è stata, ed ha prevalso lo spirito di coalizione, dove occasionalmente ognuno ingoia almeno un rospo. Nella vita consiliare e nei rapporti con i media la parte del leone non l'hanno esercitata il sindaco o gli assessori, ma il suo "fedele-infedele" e semplice consigliere comunale Alberico Fumagalli, che deve aver fatto perdere il sonno ad Albani e ad altri illustri attori della vita politica cittadina, ed è emersa una forte anomalia, che riscontrava la presenza in maggioranza di un giornalista-editore e quindi di un tribuno che sulle pagine del suo giornale on line, difendeva o contrastava le decisioni proposte dal direttivo e dall'opposizione. Battista, dichiarando la correttezza delle opposizioni, ha cancellato, quasi dimenticandolo, l'episodio più inquietante e grave mai accaduto nell'aula consiliare di questa cittadina, ignorando con superficialità la brutta storia delle presunte minacce ricevute dallo stesso da un ignoto consigliere di minoranza, affinché modificasse il piano regolatore. Affrontando i temi concreti, il sindaco ha inoltre affermato la validità delle scelte urbanistiche effettuate, dimenticando che in campagna elettorale aveva promesso di "cancellare" il piano regolatore varato dal sindaco Perego, che invece ha approvato seppur introducendo delle bizzarre (in quanto discontinue e disomogenee) e "macchia di leopardo" fasce di rispetto ambientale. Da orgoglioso meratese qual è guarda la città con gli occhi di un innamorato, cogliendo aspetti di rilancio e di efficienza di cui soltanto in pochi si sono accorti. Le minoranze hanno espresso la loro contrarietà per l'immobilismo e la superficialità dimostrata dalla giunta, aspettando con ansia il prossimo, ma lontano, appuntamento elettorale, mentre i cittadini attendono qualche nuovo segnale di speranza per l'andamento dei grandi cantieri, per la programmazione dei tanti piccoli e medi interventi capaci di rendere più fruibile e vivibile la città.
Dario Meschi
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