L'editoriale

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 3 giugno 2006 - Anno 6 - Nr. 23

In questo numero

Articoli

Rubriche

Inoltre...

Il vero vincitore

Sezione#1_1Le elezioni amministrative sono state definitivamente archiviate, lasciando spazio agli approfondimenti e alle analisi del voto, in sostanza confermando i risultati ottenuti nella precedente competizione: Berlusconi non ha vinto e l'annunciata rimonta non si è verificata, il centrosinistra ha confermato la sua forza e in alcuni casi ha ottenuto risultati bulgari, come a Torino, Roma e Napoli. La regione Sicilia ha confermato la forza dei moderati e delle destre e il quadro politico non è cambiato proponendo un Paese spaccato in due, sia per la divisione dei suffragi sia per la loro distribuzione territoriale, assegnando ancora una volta la palma del vincitore agli elettori e nel caso specifico agli assenteisti.
Gli italiani sono pigri e affrontano mal volentieri il continuo ricorso alle urne; hanno risposto in massa all'appuntamento politico, ma dimostrano poco interesse nei confronti delle amministrative che reputano poco importanti, mentre in realtà, grazie al decentramento dei poteri, svolgono un'azione fondamentale nella gestione della vita sociale, fiscale e amministrativa dei comuni e delle province.
Ora, dopo la recente esperienza, sembra ancora più incerto l'esito sul referendum istituzionale che premierà o annullerà la legge federale approvata dal governo di centrodestra e duramente contestata dall'Unione. La bocciatura del provvedimento potrebbe causare seri problemi all'interno della Casa delle Libertà, in quanto la Lega, sentendosi tradita dagli alleati per la mancanza di attivismo e per la scarsa affluenza, che potrebbe aiutare, come sempre accade in queste circostanze, il centrosinistra, il cui elettorato è sicuramente più fideista e disciplinato, potrebbe dichiararsi libera da patti di coalizione e svolgere il ruolo di battitore libero, magari patteggiando qualche favore con gli attuali avversari.
Questo atteggiamento illogico consegnerebbe definitivamente il Paese nelle mani della sinistra e cancellerebbe per sempre le ambizioni dei padani, e potrebbe così portare al consolidamento di un nuovo regime, definito dagli oppositori come un vero e proprio soviet.
Il problema vero è che l'elettorato moderato corre solo quando si sente minacciato negli interessi, quando ha paura delle tasse, e teme la falce fiscale degli ex comunisti, e nessuno dei partiti della CdL, nemmeno quelli con radici lontane e strutture organizzate, ha il potere di sovvertire delle abitudini ormai consolidate nel tempo.
Dopo il risultato del referendum o preverrà il senso di responsabilità dei dirigenti del Carroccio, o si aprirà una fase buia nella storia della Repubblica, dove saranno di fatto annullate le opposizioni, private di forza parlamentare, e l'attuale maggioranza avrà campo libero, in sfregio alla volontà della metà degli italiani che non si sentono rappresentati da Prodi & compagni.

Dario Meschi

Torna alla homepage

Scriveteci: posta@macchianera.it

Line

Copyright © 2001-2006 Macchianera.it. Sito by Fly-On-Web
Contattare il Webmaster per problemi tecnici.
Tutti i  diritti sono riservati.  Il materiale presente in questo sito non può essere  riprodotto, neanche in parte, senza il consenso di macchianera.it. Il sito segue le regole della legge 675 sulla privacy, relativamente alle mail ricevute