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Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 15 aprile 2006 - Anno 6 - Nr. 15

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Il Viagra della mente

Il “Fore-sight”, il gruppo governativo britannico che si occupa del futuro della scienza con la supervisione di David King, consigliere del premier Tony Blair, ha stilato, con la collaborazione di 50 ricercatori, il rapporto “Brain Scienze, Addiction&Drugs, Drugs Futures 2025”, un corposo documento in cui si affrontano gli sviluppi delle neuroscienze.
Il cervello umano, che è considerato la struttura più complessa e studiata nell’intero universo, è soggetto di un’iniziativa internazionale promossa dall’EDAB (European Dana Alliance for the Brain), alla quale partecipano 155 eminenti neuroscienziati europei, inclusi cinque premi Nobel, tesa ad informare l’opinione pubblica sulle ricerche che si stanno compiendo per individuare nuove prospettive terapeutiche. A tal fine si è svolto a Bruxelles il “Meeting of Minds”, un consorzio di esperti riunitosi per presentare al Parlamento europeo il report “European Citizens Deliberation on Brain Science” dove si affrontano gli sviluppi della ricerca, unitamente alle implicazioni di carattere etico nell’affrontare alcune manipolazioni del cervello.

Sezione#6_1

La capacità di decifrare a fondo il funzionamento del cervello porta all’individuazione di nuovi bersagli terapeutici, e a innovativi farmaci psicoattivi, in grado di combattere gli effetti provocati dalle malattie neurodegenerative quali l’Alzheimer e il Parkinson, ma anche contro la schizofrenia, la depressione, i disturbi dell’umore, l’ansia e le fobie. Nel tentativo di trovare adeguati rimedi si stanno sperimentando una serie di “droghe ricreative”, euforizzanti ma non nocive, e di “antidoti” in grado di condizionare i circuiti cerebrali in cui nasce la dipendenza dalla droga, dal fumo e dall’alcool.
I farmaci e i vaccini contro le dipendenze potranno rimuovere anche traumi e ricordi dolorosi, come nel caso dell’eliminazione dello stress post-traumatico dei soldati, e le angosce ricorrenti nelle donne che hanno subito uno stupro: la scienza sarà in grado di rievocare un ricordo cancellandolo e provocando un’amnesia selettiva. Inoltre potrà potenziare la memoria intensificando le capacità cognitive con sostanze che, nate per contrastare la sindrome da deficit di attenzione, diverranno di uso comune tra le persone sane, per migliorare le capacità individuali durante gli studi e nel lavoro.
I nuovi farmaci, destinati a diventare d’uso comune, aiuteranno a vivere e ad invecchiare meglio e saranno equiparati alle vitamine che l’organismo deve assumere per mantenersi sano ed efficiente
Il Modafinil ripristina il neurotrasmettitore orexina che contrasta il sonno, in mancanza del quale si soffre di narcolessia, un disturbo caratterizzato da sonno improvviso e incontrollabile.
Il Rimonabant inibisce i processi coinvolti nel meccanismo dell’appetito e può essere utilizzato come farmaco anti-obesità, essendo un bloccante selettivo del CB1, un ricettore per i cannabinoidi che rivestono i neuroni nell’ipotalamo destinati a regolare la necessità di nutrirsi.
Il Naltrexone combatte i ricettori oppioidi, attivati da endorfine ed encefaline, prodotte dal corpo contro il dolore o in risposta a stimoli piacevoli, impedendo che l’abuso di stupefacenti o alcol si associ al senso di soddisfazione, interrompendo la dipendenza.
La D-anfetamina esercita una potente azione stimolante sul sistema nervoso centrale coinvolgendo i recettori dell’adrenalina e della noradrenalina, aumentando l’attenzione e la fiducia in se stessi, accrescendo la capacità di concentrazione e riducendo il senso di fatica muscolare.
Il Metilfenidato attiva il risveglio del tronco cerebrale e della corteccia, aumentando il rilascio del neurotrasmettitore dopamina, riducendo gli effetti della sindrome dei deficit di attenzione, con o senza iperattività, incrementando le performance intellettuali.
Infine lo Propranolol, usato in cardiologia che inibisce i ricettori beta del sistema adrenergico e blocca i neurotrasmettitori coinvolti nella deposizione delle memorie di lungo termine, alleviando i sintomi degli stress post-traumatici e cancellando i rimorsi e i sensi di colpa.
Gli obiettivi della scienza sono quelli di rallentare l’invecchiamento del cervello, di intervenire contro malattie ritenute incurabili, di curare e prevenire le tossicodipendenze, intervenendo nei momenti difficili in cui si necessità di massimizzare le performance cognitive, rimuovendo i traumi psicologici e curando le malattie psichiatriche.
In questa fase la ricerca ha individuato gli aspetti positivi dei nuovi medicinali, ma non quelli negativi, e si dovranno ancora appurare i pericoli provenienti dai possibili effetti collaterali, come il rischio di indurre a nuove dipendenze in sostituzione di altre, magari alterando la personalità dei pazienti, e creando disuguaglianze tra chi potrà assumere le supermedicine e chi non avrà i mezzi necessari per acquistarle.

Dario Meschi

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