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La vittoria di Prodi
Il voto nelle primarie dell'Ulivo, che ha coinvolto oltre quattro milioni di sostenitori del centrosinistra, è stato una sorpresa anche per gli organizzatori, che non si aspettavano una così alta affluenza, legittimando il candidato Romano Prodi con un'investitura ora indiscutibile, al punto da rendere stonate le dichiarazioni di Silvio Berlusconi, tese a sminuire l'importanza di un successo di notevole entità: l'Ulivo è stato ripiantato ed ha dimostrato tutta la sua forza. E' proprio questo l'effetto politico più importante conseguito all'inedito esperimento di consultazione della base popolare, capace di sorprendere sia gli organizzatori, sia i promotori. Forse era prevedibile la reazione degli oppositori al governo dopo il blitz sulla legge elettorale imposto dalla maggioranza, o si è trattato soltanto di una dimostrazione di un comune sentire e di un forte desiderio di riscatto da parte di quanti sperano, e confidano in una vittoria del centrosinistra nella prossima primavera del 2006.
Romano Prodi
Un dato sembra essere ineccepibile: un forte malessere attraversa il Paese, palesando sfiducia contro chi governa, e questo indipendentemente dal credo politico di ogni singolo cittadino. Purtroppo quando la crisi coinvolge il bilancio delle famiglie, costringendo a difficili sacrifici, genera una reazione capace di travolgere chiunque, indipendentemente dalle effettive responsabilità. Se il centrodestra vorrà avere qualche speranza di recupero non potrà che assumere un atteggiamento propositivo, accompagnato da provvedimenti "intelligenti" a partire da un'equilibrata e seria manovra finanziaria, unita a tutte quelle leggi che ora, solo tardivamente, sta introducendo, quasi che i primi anni di governo siano trascorsi velocemente senza coinvolgere i cittadini, e senza incidere nella trasformazione dello Stato voluta dalla Casa delle Libertà. L'altro risultato politico conseguente alle consultazioni primarie è quello di aver consegnato al centrosinistra la bandiera del maggioritario. Un elemento di forte suggestione, ma anche di condivisione popolare, in quanto ha garantito una governabilità, senza precedenti, nella storia della Repubblica. Una nuova arma di forte suggestione nelle mani dell'Unione, perché simboleggia la volontà dei cittadini di non essere espropriati dai partiti nelle scelte politiche fondamentali, affermando un'unità d'intenti ora indiscussa dalla volontà popolare. La vittoria porterà inevitabilmente alla presentazione del simbolo del ritrovato Ulivo alle urne nella prossima primavera. L'entusiasmo per lo scampato pericolo di un flop tranquillizzerà i dirigenti pur lasciando aperta ancora un'ambiguità: lo schieramento di centrosinistra produrrà un nuovo partito democratico, lontano dalle divisioni interne, o sarà solo il mezzo che aiuterà Prodi a riconquistare Palazzo Chigi? L'alternativa coinvolge in particolare la Margherita, che dovrà rivedere le proprie strategie, con il rischio in un'implosione. Infatti, in questo partito si intrecciano tutti i grandi problemi e le contraddizioni che ostacolano la creazione di un nuovo partito riformista, evidenziando la contrapposizione tra l'anima cattolica e la tradizione laica.
Dario Meschi
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