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Il copione
Il copione è salvo: tutto è stato rispettato nei minimi termini e si è svolto come stabilito. Mentre nella Brianza meratese l'assemblea dei soci di Retesalute, l'azienda consortile speciale che si occuperà di servizi sociali e socio-sanitari, ha nominato suoi rappresentanti il presidente Daniela Mazzucconi, già sindaco di Usmate Velate (in quota Margherita); consiglieri Ambrogio Sala e Concetta Chiaramida (Ds), Luigi Mantegazza e Mauro Marinari (esponenti a vario titolo della coalizione di centrosinistra), escludendo clamorosamente i rappresentanti dell'opposizione, a Roma Marco Follini si è dimesso senza troppi proclami ed inutili polemiche da segretario del'Udc, non essendo, come dichiarato dallo stesso "un uomo per tutte le stagioni". Gianfranco Fini, che ha perso l'ennesima buona occasione per tacere, peccando, come ultimamente accade, di mancanza del senso di autocritica, lo ha prontamente redarguito, ed ha perso il senso della misura, dimentico delle numerose decisioni assunte d'arbitrio contro la volontà della maggioranza del partito, e contro il comune sentire dei numerosi sostenitori della destra. ANTONIO CONRATER Se Follini ha dimostrato coerenza e coraggio, rinunciando ad una poltrona comoda e molto ambita, a Merate e dintorni si è giunti, dopo un estenuante tira e molla, ad una soluzione attesa e scontata, che pone però diversi interrogativi sia sul metodo di lavoro adottato, sia sulle prospettive operative della nuova società, composta unicamente da rappresentanti del centrosinistra in una provincia, e soprattutto in una regione, ad indiscussa maggioranza di centrodestra. Va rilevato per obiettività come la responsabilità delle nomine ad escludendum nella società pubblica ricadano più sull'incapacità dei singoli responsabili dei partiti della Casa delle Libertà, che dall'effettiva volontà dei rappresentanti dell'Unione. Bruno Colombo, coordinatore provinciale di Forza Italia, che non ha ufficializzato e nemmeno sostenuto la nomina di Dario Perego e Antonio Conrater, perdendo l'opportunità di disporre di un abile politico e di un ottimo amministratore, ha umiliato ancora una volta le realtà periferiche del partito, incapace di dialogare con gli alleati che hanno intrapreso strade diverse: An appoggiando Francesco Ripamonti, candidato di bandiera e l'Udc disinteressandosi completamente della vicenda. E' evidente come attualmente nessun politico di rango possa ancora pensare all'esistenza negli enti a controllo politico di maggioranze bulgare, soprattutto laddove si affrontano temi in materia di salubrità pubblica, ed è addirittura deprimente costatare che per scegliere i rappresentanti di una coalizione, unita almeno sulla carta, e spesso abituata ad evidenziare le divisioni altrui non ammettendo le proprie, si sia atteso così tanto tempo, giungendo infine alla conclusione dopo un voto espresso a scrutinio segreto (sic!) in una spartizione di pani e di pesci tra diessini e seguaci della Margherita. Di fronte alla scelta del voto segreto è lecito interrogarsi sul motivo di tanta riservatezza, invocando la necessità di maggiore trasparenza e di correttezza nei confronti dei propri amministrati: il sindaco di Cernusco Sergio Bagnato come giustificherà il suo voto ai cernuschesi, e quali saranno state le nobili motivazioni manifestate nell'urna dal sindaco di Merate Battista Albani? Se a sinistra la scelta era più facile (le difficoltà erano legate a campanilismi o a piccoli egoismi di parte), a destra era necessario dimostrare una forte volontà di riscatto di fronte ad un tema politico di attualità e di forte interesse popolare; era obbligatorio inoltre assumere posizione, decidendo, dopo un confronto tra i partiti, se aderire o meno ad una società nata chiaramente per interessi di parte, celati da ben altre nobili motivazioni. Lo scollamento del centrodestra ha raggiunto limiti estremi e la necessità di un ricambio ai vertici è sentita, soprattutto tra coloro che ancora credono nell'impegno civile e politico, intendendo battersi per la crescita del nostro Paese.
Dario Meschi
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