Sotto la lente

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: domenica 16 ottobre 2005 - Anno 5 - Nr. 40

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Viva la libertà!

Con quest’affermazione Mina ha iniziato l’articolo proposto, come ogni domenica, sul quotidiano “La Stampa”, sostenendo che ognuno di noi è libero perché ha la possibilità di scegliere, magari entrando in internet nel sito www.beppegrillo.it, il blog dove dell’artista esprime con inaudita violenza la sua verità.
Effettivamente Grillo non ha peli sulla lingua, e i suoi messaggi hanno la stessa immediatezza di un cazzotto in faccia. La critica proposta a tutto campo e la ricerca della verità è proposta con coraggio contro tutto e tutti, contro nemici pericolosi e temibili, al punto che è lecito chiedersi quante querele abbia già ricevuto.
Il comico-predicatore urla i suoi anatemi nel tentativo di non farsi e farci “fottere”, o almeno di vendere cara la pelle, non risparmiando nessuno, cercando di smuoverci dal sopore in cui ci sprofonda il consumismo e la rassegnazione, e di dare impulso ad una nuova sorta di Rinascimento delle coscienze.

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Beppe Grillo

Del suo agire si è addirittura interessato il “Times”, riconoscendogli un ruolo importante e innovativo nel proporre informazione, mentre nel Bel Paese cresce il numero dei naviganti interessati dalla nascita di questo strano movimento, destinato forse ad approdare in politica: non che si senta la necessità di un altro partitino da aggiungere alla ormai polverizzata realtà politica nazionale, ma una voce così altisonante e controcorrente può aiutare a riflettere, ad uscire dagli schemi, e a ragionare con la propria testa.
Il sapere viaggia sul filo, e come sostiene Gianroberto Casaleggio nel libro Web Ergo sum, edito da Sperling&Kupfer, “l’informazione e, in senso più esteso, la conoscenza, sono in Rete. Il fenomeno è irreversibile. Esistono enciclopedie on line gratuite, aggiornate continuamente, che evitano di far collassare la libreria di casa sotto il peso di volumi soggetti ad una rapida obsolescenza. Allora perché stamparle? Promuoviamo l’accesso alla Rete e forniamola di contenuti”.
La rivoluzione telematica è una realtà incontrovertibile, che si sta sviluppando molto rapidamente, al punto che i confini e l’immediatezza dell’informazione corrono a ritmo sempre più frenetico. In questa situazione di grande sconvolgimento informatico si aprono spazi nuovi e si affermano nuove forme di comunicazione, con nuovi modi per fare opinione e discutere su attualità e politica.
Il gradimento del messaggio di Beppe Grillo trova conferma nei teatri sempre affollati e nelle iniziative collaterali che si stanno organizzando, come quella de “Gli amici di Beppe Grillo”, gruppi spontanei nati nello scorso giugno, ed ora presenti in diverse località. Oggi sono una realtà in 70 città, anche all’estero, per un totale di 3.200 iscritti, abituati a dialogare a distanza grazie ad internet. Gli “amici” fanno politica, assumono posizione, intervengono su problemi reali battendosi contro un nuovo inceneritore, o, come è successo a Milano, opponendosi alla costruzione delle sede della Regione sull’area occupata dagli alberi del Bosco di Gioia. Si tratta di gente per bene, di persone normali che desiderano in qualche misura partecipare alla vita sociale, difendendo idee magari contrapposte tra loro, nella piena libertà di espressione.
Il nuovo movimento compie i primi passi ma presto sarà in grado di fare molto parlare di sé, del resto il sito raccoglie centomila visite ogni giorno: nel suo forum il “guru” commenta i fatti che gli stanno a cuore, raccogliendo gli sfoghi di chi su questi temi vuole dire la sua.
Per ora il fenomeno è un fiume in piena di parole, di messaggi, di slogan e di rabbia repressa. La prima soddisfazione è giunta dalla pubblicazione su alcuni quotidiani, il 1° settembre scorso, di una pagina appello sul caso Banca d’Italia, dal titolo inequivocabile: Fazio vattene!
Va precisato che l’appello è stato finanziato democraticamente con un autofinanziamento, tramite 1564 versamenti giunti direttamente al sito: ora è lecito attendere gli sviluppi che potrebbero superare le attese.

Dario Meschi

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