Macchianera

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: domenica 16 ottobre 2005 - Anno 5 - Nr. 40

In questo numero

Articoli

Rubriche

Inoltre...

"La società dei sindaci"

Ritengo di far parte di quei pochi denigratori di Retesalute, la società che dovrebbe vigilare sulla sanità pubblica e sull’operato dei responsabili provinciali e regionali. La considero un “carrozzone della politica”, grazie alla quale conquistare una poltroncina con un modesto gettone di presenza, e apparire in una sorta di passerella (non di modelle) ma di politici ed amministratori divisi su tutto e poco attenti e interessati agli scopi previsti nell’oggetto sociale del sodalizio al quale aderiscono.
Il Bel Paese è un territorio di graduati, dove tutti ambiscono ad un riconoscimento: non si contano più i presidenti di enti, di associazioni, di squadre d’oratorio, e di ogni sorta di gruppo composto da almeno due persone. Alcuni amano apparire per pavoneggiarsi, per interesse, o semplicemente per sentirsi vivi e vegeti, dando lustro, almeno in apparenza, alla propria immagine e capacità.
Lo ammetto anch’io sono stato e sono un presidente, ne migliore, ne peggiore di altri, presiedo però ad iniziative dove si lavora e basta. Non incasso gettoni di presenza, ma anzi, spesso e volentieri devo far fronte di tasca mia alle necessità.
Ma torniamo al teatrino della politica, che interessa molto alcuni commentatori, tra loro l’amico Claudio Brambilla, che vive queste vicende con sentita partecipazione e manifesto interesse, mentre al contrario io le considero estremamente inutili e umilianti, soprattutto per gli attori di una recita senza soggetto.

Sezione#2_1
Paolo Strina

La nuova società non ha ancora potuto dimostrare la propria efficienza e, come una nave che alza le vele per prendere il mare, si è arenata subito ancor prima di uscire dal porto e affrontare la navigazione.
Probabilmente, lo ammetto, ho un’evidente difficoltà di comprensione, ma ancor oggi dopo mesi di riunioni, di accordi disattesi, di dispute, non ho ancora ben chiaro il ruolo di questa società che unisce i sindaci delle municipalità del territorio, con un’unità politica senza precedenti, per verificare (per alcuni infidi: spiare, o alimentare continue polemiche) lo stato di salute della sanità pubblica, intervenendo non so con quali poteri per mutare i fatti, in caso di manifeste violazioni dei diritti dei cittadini. (Chissà quale potrebbe essere il parere al riguardo del combattivo ministro Francesco Storace, apprezzato recentemente anche da avversari politici).
Ebbene, i “sinistri” rappresentanti del popolo, nonostante, la condivisione politica dei problemi della sanità (uniti contro) non hanno neppure dimostrato di trovare con rapidità l’accordo per la nomina del loro presidente, se non dopo una serie di scontri e veti incrociati, discutendo inoltre a lungo sull’opportunità di concedere un posticino al sole anche alla derelitta minoranza di centrodestra, e a coloro che non si sentono rappresentati ne da uno, ne dall’altro degli schieramenti bipolari.
Il sindaco di Osnago, Paolo Strina, per poter esprimere la sua opinione, è stato costretto a scrivere ai nostri “cugini” di Merateonline (con i quali alterniamo momenti di condivisione ad altri di netta contrapposizione) una lettera dal sapore amaro, un po’ triste e sconsolata, tirando le orecchie a quanti all’interno del gruppo corrono per sé, o per la fazione alla quale aderiscono.
In questa situazione di disagio e di grande confusione, nonché di aspra contrapposizione tra le forze politiche, qualcuno potrebbe chiedersi il perché dell’assenza in questo contendere delle forze di centrodestra, che sembrano snobbare il posticino loro assegnato in questa assise.
Devo ammettere che in questa circostanza, una volta tanto, mi sento solidale con il massimo rappresentante della Casa delle Libertà, il forzista Bruno Colombo, che ha quasi ignorato la vicenda liquidandola sul nascere, quasi si trattasse, come molti sospettano, di un’iniziativa di parte, concepita solo per attrarre consenso, e condizionare l’opinione della popolazione.
Il responsabile provinciale azzurro, non interessandosi di una presenza minoritaria destinata solo a confondere le acque, e a coinvolgere anche la destra in una battaglia combattuta con le cerbottane contro la sanità regionale amministrata dagli uomini di Berlusconi, ha dimostrato di non voler entrare nella trappola, in un covo mal frequentato e pieno d’insidie, creato più per delegittimare l’operato della Giunta regionale, che per monitorare con competenza le problematiche legate alla salute, e alla prestazione dei servizi sanitari.
Per quanto concerne le scelte riguardanti la sanità provinciale e sul destino degli ospedali di Merate e Lecco, si continuerà a parlare ancora per molto tempo: i conti, quelli veri, si tireranno tra qualche anno, e le risposte verranno solo dai fatti, e non credo che nell’evoluzione delle cose possa incidere la “società dei sindaci”.

Dario Meschi

Torna alla homepage

Scriveteci: posta@macchianera.it

Line

Copyright © 2001-2005 Macchianera.it. Sito by Fly-On-Web
Contattare il Webmaster per problemi tecnici.
Tutti i  diritti sono riservati.  Il materiale presente in questo sito non può essere  riprodotto, neanche in parte, senza il consenso di macchianera.it. Il sito segue le regole della legge 675 sulla privacy, relativamente alle mail ricevute