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Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: domenica 16 ottobre 2005 - Anno 5 - Nr. 40

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La crisi della birra

In Inghilterra il consumo della birra è diminuito del 18%: un dato imprevisto e inatteso che preoccupa i produttori al punto da indurli a cercare nuovi mercati nel tentaivo di sedurre il pubblico femminile, con una campagna pubblicitaria mirata e insistente, segnata però, almeno per ora, dall’insuccesso.
La diminuzione del consumo della bionda bevanda sta diventando un fatto di costume, da quando i giovani inglesi hanno cominciato ad apprezzare il vino. Il consumo della birra, nonostante il costo relativamente basso della bevanda in raffronto al vino, deve ora fare i conti con una concorrenza molto agguerrita, e per poterla contrastare dovrà necessariamente trovare nuovi sbocchi.
La British Beer & Pub Association ha stanziato un milione di sterline (un milione e mezzo di euro) per finanziare una campagna di rilancio, impostata proprio per arginare le perdite.

Sezione#6_1

L’iniziativa pubblicitaria è stata studiata dagli esperti nei minimi particolari per convencere le nuove potenziali consumatrici, che generalmente non apprezzano molto la birra, che associano a pub maleodoranti, pregni di fumo e privi di particolari attrattive.
Una ricerca di mercato condotta dai produttori ha portato a risultati abbastanza sorprendenti: la diminuzione del consumo della bevanda dipenderebbe dalla dimensione e dalla forma della “pinta”, una misura del boccale che supera il mezzo litro, e proprio per contrastare quest’ipotetica causa sarà proposto un nuovo flut, studiato appositamente per la birra, con gambo lungo e rastremato, cristallo lucente e trasparente per apprezzare meglio il perlage, introducendo una dimensione ridotta a third, pari quindi a un terzo di pinta.
Il nuovo bicchiere più elegante e seducente potrebbe indurre al maggior consumo per la sua raffinatezza, e perchè più consono e adatto alle mani affusolate e alla leggiadria femminile. La scelta potrebbe rivelarsi vincente solo se sorretta da un’appropriata campagna pubblicitaria, capace di dimostrare la salubrità della bevanda per il suo minor numero di calorie rispetto al terribile concorrente.
Presto donne eleganti e raffinate, in abito da sera e tacchi a spillo, potrebbero sorseggiare la gelida bevanda dai calici lucenti, forse rinunciando alle nobili bollicine dello champagne.
Anche se, almeno per ora, nonostante le nuove strategie, i sondaggi disponibili rivelino dati insoddisfacenti: infatti le signore sembrano non apprezzare la novità rappresentata dal nuovo flute, che snobbano perché ritenuto un’imitazione poco convincente dell’originale. Inoltre in quanto il contenuto sostanzailmente non cambia, e in qualunque bicchiere sia servita la “bionda” gonfia, e poco si adatta ai cibi, soprattutto a quelli più raffinati.
L’attrattiva fornita dal vino è più forte per la qualità sempre migliore del prodotto ed anche per il prezzo sempre più competitivo.

GM

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