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Inevitabili dimissioni
L’approvazione della Variante urbanistica ha consentito l’archiviazione di un argomento ostico per l’Amministrazione Albani, anche se le discussioni e le polemiche conseguenti alla definitiva adozione dureranno inevitabilmente ancora per molto tempo, sia per i ricorsi al TAR che saranno proposti dai cittadini scontenti delle scelte effettuate con eccessiva e dubbia discrezionalità, sia per le dichiarazioni rese durante i lavori del consiglio comunale dal consigliere di maggioranza Alberico Fumagalli. Con questa scelta l’intera Giunta si è assunta una responsabilità non indifferente, sia per l’inevitabile e possibile coinvolgimento economico, in caso di accoglimento dei ricorsi, sia sotto l’aspetto politico: approvare, seppur con alcune modifiche uno strumento urbanistico voluto dal centrodestra è un atto grave, soprattutto quando in campagna elettorale se n’era addirittura annunciata la revoca in caso di vittoria. Ora è comodo, facile, ed anche opportuno per la maggioranza, promettere, come ha fatto Chiara Bonfanti nel suo intervento durante il consiglio comunale, un nuovo progetto urbanistico degno di una città come Merate, da presentare al più presto ed approvare entro la fine della consigliatura: parole importanti, pronunciate però per calmare gi animi e rassicurare i cittadini delusi, che dimostrano la volontà di promuovere un progetto per uno sviluppo compatibile, prendendo le distanze dai fondamentalisti presenti numerosi nelle fila della maggioranza. I buoni propositi del capogruppo diessino si scontrano con la volontà di altri consiglieri in una lotta contro il tempo, probabilmente già persa in partenza: una maggioranza incapace di decidere se revocare o meno un progetto urbanistico in 14 mesi dal suo insediamento sarà in grado di concepirne un altro veramente innovativo in poco più di tre anni? Come potrà trovare un accordo tra l’anima diessina, più aperta e disponibile allo sviluppo, e la schiera di oltranzisti guidati dall’assessore Arlati, e dai consiglieri Fumagalli, Perego e Riva? Il tempo si dimostrerà galantuomo; esso infatti fornirà risposte adeguate chiarendo chi la spunterà tra i politici più navigati e abituati alla gestione della cosa pubblica, e i neofiti del fondamentalismo ambientale e della negazione di ogni sviluppo edilizio: prevarrà la mediazione, o i buoni proponimenti cadranno nel nell’inevitabile oblio? La maggioranza dovrà affrontare anche il “caso” Fumagalli, dopo le accuse pronunciate dal consigliere, che hanno aperto un capitolo inquietante nella vita amministrativa e politica cittadina: se il semplice consigliere ha affermato la verità, accusando a ragione alcuni esponenti della minoranza di avere cercato di intimorire con intimidazioni e minacce alcuni rappresentanti della maggioranza (forse il sindaco Albani) per evitare lo snaturamento della Variante, avrà il plauso e l’ammirazione di tutte le persone oneste, ma dovrà pronunciare nomi e cognomi non potendosi trincerare, in quanto giornalista, dietro l’alibi del segreto professionale. L’irrefrenabile consigliere, scivolato incautamente sulla classica buccia di banana, dovrà assumere appieno le proprie responsabilità, dopo aver pronunciato parole tanto gravi e lesive dell’onorabilità dell’ignoto esponente dell’opposizione. Se diversamente avesse scherzato, in quanto ebbro della sua violenta oratoria, dovrà scusarsi, facendo ammenda e dimettendosi dalla carica pubblica. Del resto, mai nella nostra città erano volate, in una pubblica assise, parole tanto gravi e inquietanti (l’ascolto dei nastri registrati potrà consentire l’esatta gravità delle accuse), lasciando sconcertata la minoranza che, tramite Aldo Castelli, ha dichiarato il proprio disappunto, e mettendo a disagio anche la stessa maggioranza che non prevedeva un tale epilogo. L’accaduto potrebbe assumere aspetti giuridici imprevedibili, ma, anche se così non fosse, evidenzierebbe un modo di proporsi inadeguato, politicamente imbarazzante, scorretto e inopportuno: facile lanciare il sasso per poi prontamente ritrarre la mano. Probabilmente Alberico Fumagalli, parlando a “braccio”, è andato oltre, facendosi prendere dll’animosità, ma purtroppo per lui gli eccessi non sono ammessi, in quanto non sono accaduti al “Bar dello Sport” dopo una buona bevuta, magari commentando una partita di calcio, ma nella sede assembleare più importante della città: la casa di tutti i meratesi.
Dario Meschi
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