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Una storia forte come una passione. In un film. In un libro. Memorabili. “La prima volta che siamo usciti insieme, parlando mia hai tolto delle briciole di pane dalla maglietta; un’altra volta, avevamo appena finiti di fare all’amore, mia hai preso la spazzola dalle mani e mi hai legati i capelli meglio di come avrei fatto io. Quando sistemi la casa lo fai con grazia e senza intenzione. Quando ti muovi sembra che parli. La maggior parte degli uomini che go conosciuto cercano in ogni modo di nascondere il proprio fisico, oppure sono solo fisici e nient’altro. Ai miei occhi avevi trovato un’armonia impossibile, mi sono innamorata di te subito”.
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La relazione fra Sabina e Franco è vitale, appagante, ricca di futuro. Eppure quando resta incinta, Sabrina preferisce lasciare all’oscuro il compagno, “staccare” e passare il Natale in America dove da molti anni si è trasferito il fratello. L’idea di dar forma a una famiglia la costringe a riflettere sulla sua, sull’apparente lindore e rigore che la memoria del padre e della madre continua a restituirle. Una memoria accecata. La vacanza americana diventa in realtà un feroce faccia a faccia con un passato improvvisamente tetro, ferito, rimosso in cui si muovono i fantasmi della violenza, dell’abuso, della connivenza. Di fronte all’imminenza della maternità a all’artiglio di domande troppo ingombranti, Sabrina si sente intrappolata in una ragnatela senza apparente via di fuga. La passione può tollerare limiti e norme? Fin dove possono arrivare i diritti della “bestia” che abbiamo nel cuore?
Cristina Comencini, scrittrice e regista, vive e lavora a Roma. Per Feltrinelli ha pubblicato: Le pagine strappate (1991), Passione di famiglia (1994), Il cappotto del turco (1997) e Matrioska (2002), tradotti con successo in molti paesi europei. Come regista ha firmato, fra gli altri, film come: La fine è nota, Matrimoni, Liberate i pesci, IL più bel giorno della mia vita.
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