|
INQUIETANTI RIVELAZIONI
Nelle 167 pagine del rapporto Eavesdroppin on Hell (Spiare l’inferno) realizzato dallo storico Robert Hanyok, dopo aver consultato gli archivi della National Security Agenzy nel Maryland, sono emerse alcune inquietanti rivelazioni: le intercettazioni eseguite dall’intelligence consentirono agli inglesi e agli americani di conoscere la razzia di ebrei che veniva compiuta sistematicamente dai nazisti in Europa. Il ricercatore identifica diversi momenti nei quali il presidente americano Franklin Delano Roosevelt, e la Gran Bretagna di Winston Churchill non reagirono di fronte a notizie drammatiche sullo sterminio degli ebrei: nel 1941, quando i tedeschi avevano appena invaso l’Urss e gli agenti britannici comunicarono la sistematica soppressione di ogni ebreo catturato. Malgrado ciò, Churchill nel settembre dello stesso anno, parlando alla radio, denunciò lo sterminio dei patrioti russi, senza menzionare quanto accadeva agli ebrei.  AUSCHWITZ
Nell’ottobre del 1942 un rapporto dell’intelligence descriveva la presenza del campo di concentramento di Auschwitz, e le due potenze, da Londra e da Washington, non potendo più sottacere l’accaduto comunicarono la notizia senza dichiarare però la drammaticità effettiva della tragedia che si stava consumando. Tutto ciò nonostante alcune intercettazioni radiofoniche registrate nel 1943, che avevano consentito di appurare quanto si stava compiendo anche a Lublino, Belzec, Sobibor e Treblinka, dove erano state soppresse quasi un milione e trecentomila persone. Nei successivi incontri tra le potenze alleate, e nella conferenza delle Bermuda, non si compirono passi avanti, mantenendo un certo riserbo sulla strage di innocenti che si stava perpetrando. Gli Stati Uniti non dichiararono l’arrivo sul proprio territorio dei cittadini ebrei in cerca di aiuto, e la Gran Bretagna non volle togliere le restrizioni all’emigrazione ebraica verso la Palestina. Nel frattempo la situazione peggiorava e la violenza omicida dei nazisti aumentava, realizzando quello che si sarebbe dimostrato come il più grande genocidio della storia. Nel giugno del 1944 un rapporto dettagliato, giunto al governo cecoslovacco, riportava il racconto di due prigionieri fuggiti da Auschwitz, nel quale si descrivevano le nefandezze compiute, e la metodologia dello sterminio. La notizia riservata arrivò alla conoscenza delle autorità inglesi e americane, senza che fossero presi provvedimenti, e quando il Congresso ebraico mondiale chiese alla Casa Bianca, nell’agosto del 1944, di bombardare Auschwitz, la richiesta fu respinta dal ministero della Guerra, perchè il modo migliore per bloccare gli eccidi era quello di sconfiggere la Germania. Robert Hanyok sostiene che la mancanza di una presa di posizione chiara ed energica di fronte alla tragedia perpetrata contro gli ebrei, da parte degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, fu il frutto di indecisioni e di contrasti, condizionati da forti sentimenti di antisemitismo presenti in entrambi i Paesi. Nella documentazione emersa si riferisce anche di un colloquio tra il maresciallo francese Petain e l’ambasciatore vaticano, in cui si esprimeva la disapprovazione di Pio XII per la deportazione degli ebrei. Le rivelazioni dello storico offrono una chiave di lettura diversa e inquietante su un capitolo drammatico della storia del Novecento.
Dario Meschi
|