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IL PAESAGGIO AGRARIO
L'associazione "Italia Nostra", nata per tutelare il patrimonio ambientale e culturale italiano, compirà presto cinquant'anni. L'anniversario, non solo celebrativo, è coinciso con la presentazione di una proposta di legge per tutelare il paesaggio agrario, con l'elaborazione di una "Carta del paesaggio" e di un progetto per un catalogo dei luoghi rurali tipici. "Italia Nostra" fu fondata a Roma nell'ottobre del 1955, anche se la sua origine effettiva risale a quattro anni prima, quando la lettera aperta di un gruppo di intellettuali, di artisti, di docenti universitari, e di altre personalità invitò l'opinione pubblica ad intervenire contro l'esecuzione di alcuni lavori nel centro barocco di Roma, tra il Tevere e Trinità dei Monti. Diversi illustri personaggi, tra cui Umberto Zanotti Bianco, Pietro Paolo Trompeo, Giorgio Bassani, Desideria Pasolini Dall'Onda, Elena Croce, Luigi Magnani e Rubert Howard, molto preoccupati degli scempi che si sarebbero perpetrati, di fronte al processo di distruzione sempre più grave del patrimonio naturale nazionale, si costituirono in associazione con lo scopo di "suscitare un più vivo interesse per i problemi della conservazione del paesaggio, dei monumenti e del carattere ambientale della città, specialmente in rapporto allo sviluppo dell'urbanistica moderna". Da quel momento, il numero degli aderenti al sodalizio e la loro attività aumentò costantemente nel rispetto della dichiarazione d'intenti, e con la massima coerenza rispetto ai principi statutari, intervenendo nella fase di elaborazione critica dei piani regolatori di molte città, e per la tutela di diversi parchi storici (Villa Savoia, Villa Pamphili, Villa Chigi). L'impegno profuso sino ad oggi, ha consentito l'acquisizione di una sempre accresciuta notorietà, e garantito l'istituzione di aree protette in territori "fragili e preziosi" di tutto il Paese, in Maremma, al Pollino, in Abruzzo e in tante altre località, sino a giungere alla legge quadro che ha annoverato tra i suoi promotori il vicepresidente del sodalizio Gianluigi Ceruti. L'azione dell'associazione è stata incisiva nell'emanazione della legge Gallasso, e di tante altre iniziative necessarie per ridurre i rischi ambientali e tutelare l'ambiente e la natura. "Italia Nostra" dalla sua fondazione è cresciuta ed ora conta più di 200 sezioni, tra i principali obiettivi raggiunti annovera l'istituzione del Parco dell'Appia Antica a Roma e del Parco del Delta del Po, il recupero delle mura di Ferrara e l'operazione Nettuno per la salvaguardia delle coste italiane. Si è inoltre battuta per la tutela della Valle dei Templi ad Agrigento, di Paestum, delle Ville venete e dei Colli Euganei, della Costa Smeralda, e delle Pinete di Ravenna. Questo movimento ambientalista ha partecipato a molte iniziative contro scelte ritenute pericolose per l'ambiente, contribuendo alla campagna di protesta contro il nucleare, contro l'Expo a Venezia, e le Olimpiadi a Roma. In occasione del cinquantenario la tutela dell'Appia, da Roma a Brindisi, è stata al centro di un convegno internazionale, in cui si sono affrontati i temi dell'artigianato tessile, di strumenti e di tecniche, nonché delle opportunità di restauro e valorizzazione del patrimonio storico culturale. Una mostra fotografica riproporrà inoltre, dopo quarant'anni dalla prima edizione, "L'Italia da salvare", in attesa della giornata di mobilitazione nazionale sullo stesso tema, che si terrà l'11 novembre di questo anno. "Italia Nostra", come il Fai, ed altre organizzazioni sensibili ai problemi del territorio, continuerà a battersi per nobili principi, confidando nella partecipazione di un numero sempre crescente di sostenitori, per incidere sempre maggiormente nelle determinazioni degli Enti periferici e centrali dello Stato.
Dario Meschi
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