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ATTESE E SPERANZE
 I sindaci e gli assessori dei 24 comuni del distretto sanitario meratese hanno costituito dopo lunghe traversie Retesalute, la società destinata a co-gestire la sanità pubblica nel nostro territorio. Per giungere all’atto ufficiale sono occorsi mesi di lavoro e l’impegno dei sindaci, in particolare del presidente dell’assemblea distrettuale Marco Panzeri, primo cittadino del comune di Rovagnate, che è stato pubblicamente ringraziato dai colleghi per l’opera svolta con tenacia, costanza, e determinazione. Ora sono molte le attese e non mancano le speranze circa il futuro dell’iniziativa che mira al raggiungimento della migliore qualità dei servizi medico-assistenziali, in quanto il funzionamento della sanità pubblica, sotto l’egida delle municipalità locali, rappresenta una delle maggiori sicurezze per la difesa dei diritti della popolazione, e ciò dopo anni di incertezze e di timori conseguiti alla precarietà del servizio sanitario, e per il pericolo che aleggiava in merito alla possibile chiusura o trasformazione degli ospedali provinciali, e in particolare di quello di Merate. Il peggio dovrebbe essere passato, ma qualche dubbio ancora permane, e non convince del tutto l'effettiva capacità di controllo e di tutela che sarà esercitata dagli enti locali: la politica è spesso incontrollabile, si basa su equilibri precari, e potrebbe ancora una volta dimostrarsi incapace di fornire risposte adeguate, nonostante la buona volontà delle autorità locali, soprattutto di fronte a contrasti e contrapposizioni che potrebbero sopraggiungere tra i poteri locali, regionali e nazionali. La notizia rappresenta un momento di gioia, ricco di buoni auspici, sia per il lavoro svolto, sia per quello da affrontare, ma anche l’occasione per qualche considerazione di natura politica. Retesalute è governata dal centrosinistra, egemone nei comuni del territorio interessato, e, per quanto deciso sinora, mancherebbe nel Consiglio di amministrazione della società una rappresentanza qualificata delle minoranze, portando ad un caso limite: l’esistenza di una forte maggioranza di centrodestra in Consiglio regionale, e quindi al governo della sanità, e la completa assenza di suoi rappresentanti in sede locale, nella fattispecie nella nuova istituzione, provocando una situazione anomala, e un precedente insolito, inopportuno, e irrispettoso del volere di una larga parte dei cittadini elettori, quasi si volesse, con arbitrio, ripetere l’esperienza poco illuminante, fornita, in un passato abbastanza recente, da alcuni regimi totalitari dell’est dell’Europa. Ed è proprio perché non siamo in un Paese autoritario, che forse il sindaco di Merate Battista Albani, preoccupato dall’anomalia, ha avuto il coraggio, e la buona intuizione di suggerire, all’assemblea dei comuni e al presidente della Provincia, l’opportunità di un’apertura nei confronti degli esclusi, con uno slancio di partecipata democrazia, e di altrettanto attenta valutazione politica, individuando quale possibile rappresentante nell’esecutivo il suo grande avversario e predecessore, l’ex primo cittadino Dario Perego. Albani ha giustificato la richiesta, affermando con determinazione che “Occorre partire con il piede giusto e avere più consensi possibili, anche mettendo da parte le divergenze del passato”, lasciando spazio per manovre e nuove opportunità, confortato e condiviso nella circostanza dal presidente dell’Assemblea distrettuale dei sindaci del Meratese, Marco Panzeri, che in un recente intervento ha inoltre ribadito la funzione del nuovo sodalizio, definendolo “un sistema Welfare locale innovativo”, ed illustrando la funzione di Retesalute, strumento nato per la gestione associata, con il fine di erogare nel migliore dei modi i servizi socio-assistenziali e la costruzione dell’integrazione socio-sanitaria: in parole semplici, impegnarsi alla costituzione e al rafforzamento della rete dei servizi territoriali inerenti la salute pubblica controllando e monitorando la loro presenza e funzionalità. La nuova istituzione parte con i migliori auspici. Il suo allargamento a tutte le rappresentanze politiche, di maggioranza e di minoranza, rafforzerà gli intenti e renderà più facile il raggiungimento degli obiettivi, combattendo quella che, anche dalle nostre parti, a volte è stata considerata malasanità.
Dario Meschi
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