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UN METODO DISCUTIBILE
Il sindaco di Merate Battista Albani ha liquidato il problema referendum con una scarna e sintetica lettera di risposta (sette righe) indirizzata a Aldo Castelli capogruppo di Merate Futura. Nella missiva, appellandosi al regolamento e allo Statuto Comunale - Mike Buongiorno ha ottenuto la simpatia e il consenso del pubblico proprio in questo modo rivolgendosi ai concorrenti dei suoi quiz, Albani nell'occasione un po' meno - lasciando la valutazione al Consiglio Comunale e quindi respingendo al mittente la proposta e la condivisione della consultazione referendaria. Qualche commentatore e alcuni estimatori del primo cittadino hanno denunciato contrarietà al modo e al metodo adottati, poco propositivi, conciliativi, e sicuramente non dettati da capacità o opportunismo politico. Lo stupore scaturito di fronte al modo poco civile di confrontarsi con le altre forze politiche, e di accettare il confronto su temi di scottante attualità, ha posto il sindaco in una situazione di evidente difficoltà, causando disagi anche tra alcuni rappresentanti della maggioranza: ha utilizzato gli stessi metodi, tanto vituperati e criticati, e attuati, secondo il parere del controsinistra, nella precedente amministrazione dal sindaco Dario Perego e dagli uomini della sua Giunta.
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Albani, probabilmente, rivolgendosi agli ex amministratori, palesa vuoti di memoria, dimenticando il decisionismo che ha sempre dimostrato nella sua lunga carriera politica, e la caparbietà poco costruttiva nel dialogare con gli altri, che lo hanno fatto diventare forse un buon amministratore, convinto delle proprie idee sino allo stremo, ma un pessimo politico. Questo discutibile atteggiamento non gioverà di certo a mantenere un clima di collaborazione costruttiva nell'ambito del consiglio comunale, anzi alimenterà la veemenza delle opposizioni, che si dimostreranno ancora più determinate ed unite nel contestare questa discutibile azione di governo, offrendo la ghiotta opportunità politica di compattare le opposizioni, ridando forza e fiato a chi sta ora soffrendo il ruolo di oppositore, sopravvivendo a sé stesso, perché abituato a sedere su altri e più nobili banchi consiliari. Albani ha palesato molti limiti dichiarandosi nei fatti il sindaco di una parte e non di tutti i cittadini, dimostrando la differenza presente tra i buoni proponimenti dichiarati nel giorno del suo insediamento, e la cruda realtà: è sicuramente censurabile la decisione assunta, di non considerare l'opinione altrui, e quella della maggioranza dei meratesi che non l'hanno votato, soprattutto affrontando una materia quella edilizia-urbanistica tanto discussa negli ultimi anni, che ha sancito il crollo del "regime" Perego e l'avvento dei democratici progressisti. Il sindaco ha compiuto un percorso politico cominciato dai ruoli più modesti, conquistandosi spazio, incarichi e popolarità grazie alla buona volontà dimostrata, all'impegno, ma non sempre alla lungimiranza: quale migliore testimonianza avrebbe potuto offrire di fronte ad una scelta democratica e partecipativa se non quella di rendersi almeno formalmente disponibile e conciliante? E' evidente come adesso spetti a Castelli e agli altri consiglieri di Merate al Centro e della Lega, attivarsi per ottenere soddisfazione, anche se la maggioranza, per dimostrarsi aperta e rispettosa del dialogo con i cittadini, non può di certo illudersi di liquidare la questione con quattro parole fredde e scostanti. I conti in politica si fanno sempre: il tempo passa, le nuove elezioni prima o poi giungeranno, e sarà la memoria di questo come di altri futuri atteggiamenti di esasperata autorità a scrivere il futuro della città e degli attuali amministratori.
Dario Meschi
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