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UNA CONTROVERSA PROPOSTA
Il lodevole tentativo di ricercare un'unità d'intenti tra le varie e differenti amministrazioni comunali del territorio è lodevole, e si dimostra l'unica strada precorribile per mitigare i problemi più importanti e di attualità, divenuti ormai un'emergenza, relativi il traffico, l'inquinamento e la difesa dell'ambiente. Nonostante i buoni propositi manifestati, e il fatto che la quasi totalità dei comuni siano amministrati da sindaci riconducibili a maggioranze di centrosinistra, non è facile l'individuare soluzioni condivise da tutti e, come sempre, prevalgono alcuni fastidiosi localismi. Una delle controversie più importanti riguarda la realizzazione di una "bretellina" destinata a collegare la ex strada statale 36, partendo dalla rotonda della Esselunga alla strada provinciale per Bergamo, evitando il semaforo di Cernusco, e rendendo, almeno negli intendimenti, più scorrevole il traffico.
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Questa controversa proposta, avanzata dal sindaco di Cernusco Sergio Bagnato, ma ancora prima sostenuta dal suo predecessore Antonio Conrater, non ha mai trovato condivisione da parte degli amministratori di Merate. In particolare, il sindaco Dario Perego si era sempre dichiarato contrario ad una soluzione considerata inutile, che avrebbe migliorato la circolazione all'incrocio di Cernusco per peggiorarla sulla provinciale in direzione Calusco, anche in considerazione del transito alternato sul ponte di Paderno d'Adda, che provoca nelle ore di punta code chilometriche. Secondo i meratesi, la soluzione si sarebbe dimostrata un palliativo inutile, avrebbe infatti spostato il problema da un punto all'alto senza risolverlo definitivamente. Per i cernuschesi, assediati dal traffico e dalle code, l'opportunità di una nuova strada alternativa sembra invece funzionale, necessaria e utile in quanto una differente percorribilità sulla strada dei veicoli in circolazione potrebbe abbassare l'inquinamento provocato indotto, disperdendolo su un'area più vasta, e mitigandone quindi i valori assoluti. Indipendentemente dalle rispettive opinioni è triste constatare come soluzioni come quella indicata, o altre simili in diverse realtà territoriali, non abbiano la capacità di migliorare effettivamente la situazione se non supportate da grandi opere, come l'interramento o l'individuazione di tracciati alternativi tra Vimercate e Lecco, decise dagli organi politici e amministrativi di livello superiore, inquadrati in un piano viabilistico di valenza regionale. Questa impossibilità di intervento dovrebbe indurre, come sta accadendo, i sindaci a unirsi indipendentemente dalla loro appartenenza politica per disporre di un peso specifico maggiore e, con l'aiuto dei parlamentari, espressione del territorio, incidere in maniera significativa nella battaglia per la difesa dell'ambiente e della salute. E' difficile nel caso della proposta del sindaco Bagnato comprendere appieno i vantaggi e gli svantaggi di una simile soluzione, e pertanto l'attenzione dovrebbe essere posta alla risoluzione organica dei problemi più che a quella specifica, con una mobilitazione generale, con la presa di coscienza dei danni quasi irreparabili che stiamo provocando alla vivibilità di questo territorio industrioso e troppo densamente abitato. Il dibattito politico non potrà che essere alto e illuminato con il coinvolgimento di tutte le forse in campo e dei media: la battaglia è importante, quasi vitale e non può ammettere diserzioni.
Dario Meschi
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