L'editoriale

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 9 aprile 2005 - Anno 5 - Nr. 15

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UN'ECATOMBE

Il presidente uscente della regione Lazio Francesco Storace ha definito i risultati delle elezioni regionali una vera e propria ecatombe, usando un termine che definisce appieno il disastroso esito conseguito dalla Casa delle Libertà, sconfitta in tutte le regioni, con eccezion fatta per la Lombardia e il Veneto.
Se le previsioni inducevano al pessimismo, il risultato è andato oltre ogni più catastrofica previsione, ed anche nelle due regioni conquistate dal centrodestra si è riscontrato un significativo calo dei voti per i partiti della destra, in particolare per Forza Italia. La negatività del voto per la CdL ha causato forti tensioni e delusioni in tutta la penisola, incassando sonore batoste anche nelle elezioni comunali, dove le liste riconducibili all'Unione hanno strappato agli avversari molti comuni: nella provincia di Lecco quelli di Mandello del Lario, Calco, e Perego. Si è trattata di una disfatta a livello nazionale che ha coinvolto tutti i partiti, da eccezione della Lega Nord, in ascesa in Lombardia, e dell'Udc, seppur con risultati contrastanti.
A questo punto è lecito domandarsi quali siano state le colpe e le responsabilità che hanno portato a questo risultato negativo: inutile dire che le analisi dei responsabili politici e degli opinionisti si sprecano. Il presidente Fini, nella trasmissione "Porta a Porta", ha dovuto ammettere la dura e incontestabile sconfitta del centrodestra, adducendolo però con motivazioni non sempre convincenti; infatti, pur fornendo un'analisi onesta e sincera dell'esito elettorale, non ha riconosciuto gli errori commessi, tentando di giustificare l'azione del governo Berlusconi, e le mosse, in parte inopportune, e intraprese con poca lungimiranza dai partiti di governo: evidentemente per risalire la china non potrà bastare un generico mea culpa, sarà necessario ricercare gli errori di una politica che si è dimostrata poco condivisa dagli elettori.
Non basterà neppure appellarsi alla crisi economica internazionale, per giustificare scelte governative troppo spregiudicate e spesso ritenute inopportune. L'esame per la modifica legislativa di alcuni articoli della Costituzionale, intrapresa su forte pressione della Lega Nord con scarsa condivisione delle forze alleate, la mancata definizione del rinnovo del contratto degli statali, la spregiudicata missione bellica, e l'incapacità di trasmettere sicurezza economica alla popolazione, hanno inciso sul risultato elettorale, così come ha influito la divisione della destra, con la formazione di un nuovo partito guidato da Alessandra Mussolini, con le polemiche susseguitesi in merito alla corretta raccolta delle firme per la presentazione delle liste. E ancora, come commentare il mancato accordo con i radicali?
Gli elettori si sono dimostrati liberi da condizionamenti e hanno espresso la preoccupazione che serpeggia nella società, ribellandosi ancora una volta al voto fideista: le forze di centro sono risultate sconfitte, com'è testimoniato dalla flessione di Forza Italia in uno schieramento e dallo spostamento dell'asse politico a sinistra nell'altro.
Ora, come mai in passato, molti cittadini non hanno scelto un partito per idealità, fede o tradizione, ma si sono affidati all'istinto, all'emotività, al desiderio di cambiamento, ma soprattutto hanno fatto i conti con le proprie esigenze economiche. L'onda lunga che sta stravolgendo il centrodestra parte da lontano, è il risultato di una politica poco attenta al sociale e alle effettive necessità della popolazione, preoccupata per la crisi economica, per l'aumento dei prezzi, e l'incertezza del lavoro. La flessibilità e i contratti a termine hanno consentito la diminuzione della disoccupazione, ma hanno coinvolto decine di migliaia di famiglie in un clima di esasperante incertezza, limitando la volontà e soprattutto la possibilità di spesa.
Come potranno una famiglia costituita o una giovane coppia affrontare investimenti economici importanti, come l'acquisto di una casa, senza la sicurezza del lavoro? Le problematiche attraversano l'intera penisola, ma segnano particolarmente il mezzogiorno, ingigantendo la spaccatura tra un Nord più opulento ed egoista, e un Sud dove la soglia di povertà è raggiunta da un numero sempre maggiore di famiglie, aumentando il disagio sociale già presente.
Cosa accadrà ora tra i partiti della Casa della Libertà? Si arriverà ad una spaccatura con elezioni politiche anticipate, o si abbandoneranno sogni e chimere per affrontare temi di assoluta concretezza, condivisibili da larghe fasce sociali? Prevarrà la volontà di Berlusconi convinto di un possibile e forte recupero grazie alla nuova e lunghissima campagna elettorale?
Alcuni partiti cercheranno di rompere il dualismo Lega - Forza Italia, con i padani padroni del gioco nonostante la loro consistenza elettorale, altri solleciteranno interventi risolutivi nell'ambito sociale e nelle politiche del lavoro, altri ancora, perso per perso, potrebbero ricercare nuove alleanze o addirittura metteranno in discussione la leadership di Berlusconi.
In questo quadro di tensione e forte preoccupazione per il centrodestra, si contrappone la gioia dei vincitori che, ancora una volta, hanno dimostrato che solo uniti si può vincere, e questa unità va raggiunta con compromessi, anche al costo di spostare il baricentro politico verso sinistra lasciando più spazio a Bertinotti e alle formazioni più estreme e radicali. L'elezione di un personaggio considerato a rischio come Vendola in Puglia, dimostra la presenza di una nuova mentalità, più libera, trasgressiva, e fuori dagli schemi tradizionali, presente nella società civile, che travolge regole antiche e consolidati equilibri prima d'ora ritenuti immodificabili.
Il centrodestra ha toccato il fondo ed ora non potrà che risalire la china, mentre il centrosinistra vittorioso ed esultante dovrà mantenere la necessaria lucidità per non cadere nell'errore di presunzione sottovalutando l'avversario.
Nell'ambito locale qualche responsabile provinciale, come Bruno padre padrone di Forza Italia, dovrà spiegare i motivi della frammentazione della CdL a Mandello, l'inconsistenza del partito a Calco e a Perego, unico comune dove un eletto di Forza Italia si è dimesso dalla carica di sindaco provocando il commissariamento.
Chissà, forse arriverà la resa dei conti anche in casa azzurra.

Dario Meschi

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