Circus Week

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: lunedì 21 marzo 2005 - Anno 5 - Nr. 12

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OPPOSIZIONE O COLLABORAZIONE?

Chi gestisce un potere o pensa di poter contribuire a gestirlo di solito si preoccupa, bene a ragione, di disunire le fila del nemico.
L’escamotage più utilizzato è sempre storicamente stato quello di insediare o sostenere in posti chiave (almeno formalmente) di gestione del potere uomini di propria fiducia ma di appartenenza etnica avversaria, di modo da, contemporaneamente, salvaguardare un’apparenza di potere in capo al popolo da sottomettere ed indicare a quest’ultimo più credibili esempi da seguire.
La storia è piena di questi esempi.
Mi viene da pensare, in scala macropolitica, al governo francese Petain collaborazionista con i nazi-fascisti durante la seconda guerra mondiale e, in tempi attuali, al governo ceceno filo-russo di Akhmad Kadyrov e, proprio nell’oggi, al governo libanese filo-siriano.
E’ l’indole dell’uomo che non si accontenta di vincere ma che deve, per mantenere il potere, controllare costantemente il nemico individuando, nelle fila dello stesso, quello che potrebbe essere più accondiscendente.
Con le debite proporzioni storiche, da gigante a formica, un tal fenomeno è osservabile anche a Merate e lasciamo ai sociologi piuttosto che agli psichiatri di analizzarne le ragioni e gli istinti, preferendo descrivere il fenomeno, anzi, per certi versi, la nemesi.
Allora guardiamo con estrema diffidenza il fondo a firma Claudio Brambilla apparso su Merateonline il 12 Marzo scorso riguardante l’eventuale proposizione del referendum per Palazzo Tettamanti.
In detto articolo, dopo aver consigliato la Maggioranza a non aver paura della consultazione popolare (e perché mai, di grazia, se come dice la Costituzione la Sovranità appartiene al popolo?) si inneggia all’iniziativa di Aldo Castelli che con un’interrogazione ha chiesto al Sindaco di farsi promotore di un referendum di proposta consiliare.
Aldo Castelli, contro logica e facendo torto ad altri, viene indicato come l’unico degno di una tale iniziativa, in seno all’assise consiliare.
Vediamo cosa dice, nello specifico l’articolista del quotidiano oggi diretto da Alberico Fumagalli, riportando, tra l’altro erroneamente l’iter procedurale del referendum in rapporto al tenore dell’interrogazione (che chiede, appunto, l’iniziativa consiliare): “Aldo Castelli, dal canto suo, gioca la partita che vale e dà un senso alla consigliatura…..Solo l’approvazione del progetto esecutivo…può bloccare il referendum (ma se è d’iniziativa consiliare?). Castelli farà di tutto per battere sul tempo gli “avversari” (???). Comunque vada dimostra che è tra i pochissimi ad avere la statura politica necessaria a guidare la città”. Amen!
Si fa balenare, dunque, a Castelli la possibilità che questa legislatura sia di preparazione a quella che sarà la sua nel 2009. Inoltre si individua in lui l’unico “oppositore” con il quale si intende dialogare, l’unico degno: ”E Castelli fa benissimo a non rifiutare alcun contributo. Ma se possiamo dargli sommessamente un consiglio (consiglio? E “possiamo” chi?) gli suggeriamo di mettere nel Comitato, oltre a sé stesso (naturalmente!...) persone della sua area. L’iniziativa referendaria è di Merate Futura. E di Merate Futura resti. Altrimenti le polemiche sulle contraddizioni degli alleati potrebbero soffocare il dibattito sul merito della consultazione”. Riamen! Dopo aver incassato la vittoria alle elezioni (il Direttore Fumagalli, s’intende) ora decidono anche chi deve fare l’opposizione. Sfrontati!
Aldo Castelli è persona astratta e la stessa gestione di sé e del suo gruppo nella fase antecedente alle elezioni lo dimostra.
Vogliamo quindi concedergli la buona fede e pensare che sia vittima e non compartecipe di questo giro di valzer, nonostante la un po’egocentrica intervista concessa due giorni dopo allo stesso quotidiano online, sempre sul tema referendum.
Ma nel tentativo di appropriarsi della scena, così come a Merateonline vorrebbero, non deve essere ingeneroso con gli eventuali compagni di cordata che certamente hanno motivi storici e di opportunità nella proposta referendaria almeno validi quanto i suoi e tali da non potere, riteniamo, supinamente accettare un ruolo da comprimari o giù di lì.
Anche Merate Al Centro ha il legittimo interesse di difendere la propria precedente scelta per il centro culturale polivalente. Alessandro Patti e la Lega Nord avevano già tentato precedentemente il referendum, insieme a Pierpaolo Arlati, Popolari e DS ed è evidente ora come allora il loro desiderio di ottenere un responso popolare sul tema.
Senza volere aggiungere che il ruolo di opposizione è di per sé sufficiente per una paritetica iniziativa.
Se poi anche la Maggioranza deciderà di concedere bonariamente il referendum, magari contro il parere dello stesso Fumagalli che in Consiglio Comunale aveva “bollato” di tardività  l’iniziativa di Castelli, ben venga.
Ma si ricordi Castelli che la storia di solito è più benevola con i De Gaulle che con i Petain.

Odo Da Bietigheim

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