Sotto la lente

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: lunedì 3 gennaio 2005 - Anno 5 - Nr. 1

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L'ONORE IN PIAZZA

Andrea Massironi, ex assessore nella giunta Perego, ed attuale consigliere di opposizione in rappresentanza di Merate al Centro, ha annunciato una querela nei confronti di Alberico Fumagalli, "consigliere semplice", o "semplice consigliere", che dir si voglia di maggioranza, fedele nocchiere (sarà un'offesa?) di Battista Albani e della Giunta comunale.
La circostanza sarebbe dovuta rimanere riservata, relegata nell'ambito della sfera privata, interessando direttamente i due importanti personaggi pubblici, protagonisti di uno spiacevole alterco, e non assurgere agli onori della cronaca, come una qualsiasi notizia di cronaca pubblicata sulle pagine del settimanale cittadino, e come argomento di un successivo ironico, conciliante, e condivisibile editoriale firmato da Claudio Brambilla.
Ho riflettuto sull'opportunità di intervenire con un ulteriore commento su quanto è accaduto, ed essendo per principio contrario alla querela come strumento di giustizia, credendo che l'onore si possa difendere meglio con uno schiaffo, ben piazzato sulla faccia dell'avversario al momento opportuno, come comprensibile reazione ad un'offesa subita, o battendosi a duello come impongono le regole, ormai purtroppo tramontate della cavalleria, che con un'azione giudiziaria, spendo anch'io due parole, con l'intendimento di indurre ad una meditata, sofferta, ma ragionata pacificazione.

Pur riconoscendo che Alberico Fumagalli sia un abile e dotto oratore, a volte però stucchevole e logorroico, oltre che un pungente ed arguto giornalista, pur rilevando la scarsa scaltrezza (politica) del ragioniere prestato alla politica, quindi poco avvezzo al dialogo, alla mediazione e alla moderazione, pur considerando che nella circostanza incriminata abbia ecceduto nelle sue dichiarazioni, non posso che concedergli le attenuanti generiche, spesso facilmente dispensate anche dalla giustizia ordinaria.
Il "consigliere semplice" ha certamente ecceduto, nella foga del momento, preso dalla tensione, dalla concitazione e dalla passione, e forse anche per l'eccesso di protagonismo di cui a volte è vittima inconscia, ma atteggiamenti di questa natura, seppure esecrabili o censurabili, sono all'ordine del giorno, ormai divenuti consueti e purtroppo abituali nel mondo della politica: una parola in più in un momento particolare si può anche perdonare, soprattutto quando anche chi subisce in quel momento l'offesa può essere stato in altre occasioni il protagonista di sfoghi altrettanto discutibili.
In altri tempi per onore si moriva. Gli uomini si battevano per forti principi, ed erano disposti a sacrificare la vita per difendere il proprio nome e l'onorabilità della famiglia, o per seguire i più alti e nobili ideali. Ora, nel terzo millennio, tutto sembra permesso: l'arroganza degli atteggiamenti, la villania, la mancanza di rispetto, regnano sovrani, e sembrano entrati nei comuni modi espressivi in molte circostanze, e non solo in politica.
Gli esempi negativi sono numerosi e sono dispensati persino dalle reti informative nazionali e dai media: allora perché meravigliarsi, o invece proprio per contrastare questo brutto vezzo bisognerebbe battersi con rinnovato vigore per reintrodurre i principi di un tempo?
E' palese lo scadimento generale nel modo di proporsi in ogni occasione della vita quotidiana. E' evidente una difficoltà nel comunicare, ma soprattutto nel sapere ascoltare e comprendere gli altri. Ognuno tende a sentirsi detentore della verità, dimostrandosi, per mancanza di umiltà o per eccesso di convincimento, sciocco protagonista di azioni insensate.
Concediamo a noi tutti, privati cittadini e pubblici amministratori, un momento di riflessione per considerare gli errori compiuti e cercare di migliorare i nostri comportamenti futuri, e, per quanto riguarda il "caso" Massironi-Fumagalli, incitiamo entrambi a stringersi la mano da persone oneste, dimenticando gli attriti e le incomprensioni, e riconducendo il confronto nell'alveo di una corretta contrapposizione, senza inutili eccessi, sicuramente conseguenza di momentanea e irrazionale veemenza.

Dario Meschi

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