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LA MANCATA LUNGIMIRANZA
E' iniziato l'anno, ricco di rinnovate speranze per un futuro migliore, mentre la vita amministrativa e la realtà cittadina sono sempre uguali, alle prese con i soliti ed irrisolti problemi: la difficile congiuntura economica, il senso di insicurezza, gli egoismi, l'incapacità di accettare il confronto e il dialogo, e la scarsa partecipazione alle iniziative sociali, politiche e culturali. Mentre si è persa l'eco dei botti di Capodanno, sotto l'albero di Natale o vicino al presepe, non sono arrivati i doni tanto attesi. Ognuno ha ripreso il posto di sempre (salvo i più fortunati, ancora in vacanza), e si prepara ad affrontare la quotidianità, il lavoro, la vita sociale, civile e politica. L'amministrazione guidata da Battista Albani, dopo la pausa festiva, si trova ad affrontare con la massima urgenza e rapidità tre difficili situazioni: i grandi cantieri, il piano regolatore, e la necessità di far quadrare i conti delle asfittiche casse del tesoro. I grandi cantieri sono entrambi fermi: il primo sull'area Cazzaniga è, da tempo, abbandonato, nell'attesa di nuovi progetti e preventivi, ed è diventato un problema persino smontare una gru! (se ne parla da mesi senza trovare una soluzione). Il secondo di Piazza degli Eroi si trova, almeno in apparenza, in uno stato migliore, grazie alla facciata rinnovata dello storico Palazzo Tettamanti, anche se al suo interno, e nella parte posteriore del cantiere si evidenzia in modo drammatico lo stato di arretratezza dei lavori. Gli amministratori, nonostante le critiche piovute da diverse parti, e tenacemente sostenute dalle opposizioni nell'ultimo consiglio comunale, continuano imperterriti nella determinazione di trasferire gli uffici comunali nel nuovo edificio, anche se le idee non sembrano essere molto chiare: non si ha notizia del nuovo progetto, e soprattutto dei costi che si dovranno affrontare per introdurre le nuove varianti, e delle opere necessarie per rimettere in pristino Villa Confalonieri, una volta liberata da inquilini e suppellettili. I responsabili della Giunta danno per scontato ciò che è ancora incerto: annunciano rescissioni di contratto e nuovi appalti, senza fornire indicazioni precise sulle procedure da intraprendere e sulla fattibilità economica e giuridica dei loro progetti, dimenticando inoltre che qualche esponente della vecchia amministrazione, criticato, sbeffeggiato, e continuamente vituperato, potrebbe stancarsi del ruolo di capro espiatorio, analizzando tutti gli incartamenti e valutando le cifre per poter, nel caso, intraprendere un'azione di tutela presso la Corte dei Conti. L'atteggiamento che sarà assunto dalla Giunta in merito alla variante del Piano Regolatore, (eliminazione dell'edificabilità di alcuni terreni e non di altri) che vede sul banco degli imputati l'ex sindaco Dario Perego e gli assessori Romualdo Demontis ed Andrea Massironi, traccerà i confini e i limiti della veemente reazione e della severità dell'azione di contrasto delle opposizioni, in particolare di quella di Merate al Centro, che potrebbe intraprendere un'azione dura e rischiosa sotto il profilo patrimoniale sia per sindaco, sia per qualche assessore. Sempre riguardo le decisioni in merito al futuro dello strumento urbanistico adottato ruoteranno le possibilità di introitare maggiori o minori oneri di urbanizzazione Va inoltre considerato che ogni cittadino, sentendosi danneggiato da Albani e compagni, si troverebbe nel diritto di impugnare nelle sedi opportune ogni decisione ritenuta penalizzante e limitante i propri interessi: del resto come Perego è accusato di aver favorito i propri "affari", quelli altrui e di qualche amico, la stessa cosa potrà valere per Albani, i suoi assessori e i consiglieri, anche quelli semplici.
Dario Meschi
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