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IL PRESEPE
E' di questi giorni la polemica se sia giusto o meno togliere dalle scuole il presepe dato che, si dice, potrebbe urtare la suscettibilità dei bambini musulmani, in numero crescente nelle scuole italiane. Francamente riteniamo che sia una falsa diatriba, montata ad arte per mettere in cattiva luce i professanti di quella fede, assumendone l'esasperata intolleranza ed ingratitudine verso il nostro Paese che li ospita. Fanatici ce ne sono in ogni dove, a tutte le latitudini e di tutte le fedi, ma i musulmani nel loro complesso, come ogni altra collettività, sono indubbiamente dotati di raziocinio e rispettosi delle altrui tradizioni allo stesso livello di come pretendono il rispetto per le loro. Propaganda, dunque. E noi cristiani non siamo affatto nuovi a questi comportamenti. Nel XII secolo Sal El Dhin, meglio noto come Saladino, riconquistò Tiberiade e Gerusalemme sottraendole agli occidentali che le avevano conquistate in occasione della prima e della seconda crociata. Si narrò subito (ed alcuni libri di Storia lo affermano ancora) dell'efferatezza del feroce Saladino che avrebbe messo a ferro e fuoco l'intera regione, saccheggiando ed uccidendo e minacciando la distruzione del Santo Sepolcro. In realtà le cose stavano ben diversamente. Saladino era uomo colto ed illuminato, coraggioso e cavalleresco. Egli, subito dopo la conquista diede ordine di risparmiare la vita ai vinti permettendo loro di rimanere a condizione che non avessero più alzato le armi contro i musulmani oppure di fare ritorno a casa portando con sé le ricchezze accumulate dietro pagamento di una tassa irrisoria di 10 Diran, qualunque fosse stata la consistenza del patrimonio accumulato, anzi esentando dal pagamento i poveri. Risparmiò la vita anche al Re di Gerusalemme, Guido da Lusignano, che non mantenne fede alla promessa di non combatterlo più risultando qualche anno dopo determinante nella ripresa della città di S.Giovanni d'Acri. Uno sceicco oculato e liberale, dunque, interprete di quella cultura evoluta e dominante rappresentata dagli Arabi di allora. Avrà parziale giustizia da Dante nel Convivio dove lo colloca tra gli Spiriti Magni nel Limbo. Ben diversi erano i Cristiani, e cioè bugiardi, sleali rozzi ed efferati, loro sì. L'ambiente papale faceva circolare ad arte le suddette false voci al fine di aizzare il popolino a partecipare alla nuova crociata. I crociati, giunti col pretesto di difendere il Sacro Sepolcro, finivano con l'occupare terre non loro e farsi la guerra l'un l'altro per difenderla. Riccardo Cuor di Leone, passato alla storia come valoroso vincitore di Saladino era in realtà un guerriero rozzo e sanguinario. Si pensi che nella sola Acri ammassò dopo la vittoria circa 3.000 arabi, tra cui molte donne e bambini, uccidendoli a colpi di lancia, spada, bastone e pietre e ciò solo perché voleva tornare in fretta in Inghilterra e non sapeva che fare dei prigionieri. Dunque smettiamola con la demagogia e guardiamo con rinnovata gioia al Presepe, che rappresenta la natività che a sua volta è pace e tolleranza. Anzi proporrei di fare un bel presepe anche in Comune, meglio se rappresentazione vivente. Nei panni del Bambino metterei il Sindaco Albani sia per la innegabile profonda fede che possiede sia perché capace di resurrezioni, sia pur terrene e dunque effimere, dopo l'uscita di scena dalla politica comunale di qualche anno fa. Così siamo a posto anche per Pasqua, anche se speriamo proprio che questi 5 anni non siano un calvario per i cittadini. A completare la "Sacra Famiglia" chiamerei l'assessore Cavana nel ruolo di S.Giuseppe e l'assessore Chiara Bonfanti in quello di Maria. Rassicurante il primo può ben svolgere il ruolo di "padre putativo", dolce e solare la seconda e poi fanno capo al partito che deve, per così dire, vigilare sul sindaco indirizzandolo e curandone la crescita. Nel ruolo del bue e dell'asinello metterei rispettivamente gli assessori Passoni e Arlati. Non si offendano (gli interpreti del presepe sono quelli e non ci posso fare niente) perché pensando a loro ho soprattutto pensato alla funzione di tutela che il bue e l'asinello hanno nei confronti del bambino riposto nella mangiatoia (ironia dei vocaboli…) per scaldarlo e proteggerlo. Solo di striscio e nel profondo del mio inconscio posso avere, ma solo per un attimo, pensato al carattere taciturno dell'uno ed alla "ignoranza amministrativa" dell'altro. Completerei i personaggi di spicco del presepe con i tre capi dell'opposizione, Colombo-Castelli-Robbiani, nel ruolo dei Re Magi mentre portano loro (stessi), il censo (formalizzazione burocratica del loro esserci in Comune), la birra (per l'eventuale festicciola del dopo-consiglio). I Re Magi li orienterei verso Sartirana, dove il cielo è pieno di comete cadenti. Completerei poi il tutto con i pastori, rigorosamente Sardi, meglio se scritturati ad Is Lais, per un miglior collegamento con il nostro territorio. Infine, per il più completo rispetto della tradizione, metterei il presepe vicino all'Alberico di Natale, ricco di sfavillanti palle.
Odo da Bietigheim
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