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LE ROTONDE ARTISTICHE
E’ apprezzabile l’iniziativa che si è svolta a Monticello giovedì scorso, promossa da Vera Brianza, di in Cenacolo sul tema “Arte e arredo urbano”, organizzata con il contributo di “Mari arte contemporanea”, la nota galleria d’arte di Imbersago, che con la sua pluriennale attività ha offerto molteplici ed importanti proposte culturali ed artistiche, con una particolare attenzione per la pittura, custodendo e promuovendo, tra l’altro, i dipinti del celebrato pittore meratese Donato Frisia. Da tempo, le rotonde viarie e quelle alla francese, dapprima lasciate al loro destino e spesso prive di manutenzione, incolte o regno d’erbacce e rifiuti, hanno catalizzato l’attenzione delle amministrazioni e di alcuni operatori privati, che le hanno rese aggraziate, trasformandole in giardini ordinati e fioriti, ricchi di piante e di fiori. Un modo come un altro per migliorare il paesaggio e l’impatto ambientale di queste numerose infrastrutture, che hanno ormai sostituito con successo incroci ed impianti semaforici su molte e trafficate strade.
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Nel presentare l’encomiabile iniziativa, Bruno Dozio, direttore di Vera Brianza ha speso parole condivise, laddove ha sostenuto l’utilità dell’opera pubblica (piazze, marciapiedi, aree a verde e rotonde) se capace di affermare i valori del bello, il gusto dell’estetica o l’espressione di valori artistici destinati a rimanere nel tempo, testimoniando l’importanza di ogni intervento di interesse collettivo, teso alla valorizzazione culturale ed artistica. Mentre lo sviluppo edilizio, spesso incontrollato, ha modificato paesi e borgate, violato paesaggi e palazzi, rivalutato o addirittura distrutto i centri storici: si è capito che l’arte, la tradizione, e l’attenzione culturale, stavano scemando, soprattutto come esigenza popolare, divenendo sempre più una prerogativa di pochi appassionati o di alcuni privilegiati, custodi di importanti opere d’arte. E’ iniziata così una sorta di scommessa, un apprezzabile tentativo di unire ad infrastrutture viarie necessarie ed imponenti, e quindi dall’inquietante impatto estetico, delle sculture o dei monumenti opera di artisti famosi e celebrati. Un modo come un altro, grazie alla filantropia di enti pubblici, di associazioni private, se non di singoli cittadini e degli stessi artisti, per coinvolgere il largo pubblico, per abituarlo a convivere con l’arte e le sue più importanti espressioni: un esempio da seguire che dovrebbe trovare la disponibilità di altri mecenati e l’attenzione delle amministrazioni comunali. Il comune di Imbersago ha avuto il privilegio di essere il primo a disporre di una rotatoria artistica, quella di Piazzale Diaz, all’altezza della strada che sale al Santuario della Madonna del Bosco, che sarà inaugurata il 2 ottobre, e sarà seguita dalla rotonda sulla strada Provinciale della Santa, nel casatese, in prossimità di Monticello, sponsorizzata da Vera Brianza dove troverà degna sistemazione un’opera di Tommaso Cascella, la prima scultura dell’artista inserita in un simile contesto. Entrambe le opere d’arte sono state concesse in comodato d’uso dalla benemerita galleria d’arte di Imbersago: si potrà cosi perpetrare, grazie alla generosità di un soggetto privato, la tradizione storica che ha trasformato piazze e parchi di paesi e città in veri e propri tesori artistici, in una consuetudine che ha reso il nostro Paese unico al mondo. Questa attenzione verso l’arte, l’ambiente, e la natura, dovrebbe coinvolgere le amministrazioni comunali del territorio che dispongono spesso di un contesto paesistico di struggente bellezza, con antiche ville e parchi di proprietà pubblica, spesso abbandonati o conservati a livelli di manutenzione indegni in un contesto civile: un momento per dimostrare la differenza tra le facili dichiarazioni di impegno in queste attività e la triste realtà. E’ deprimente constatare come di fronte ad iniziative pubbliche di grande importanza, come quella promossa del centro poli-culturale di Piazza degli Eroi a Merate, ora messa in discussione, ed altre in diverse realtà locali, non si apra un serio e approfondito dibattito tra amministratori e parti politiche, sociali, civili e culturali per decidere, una volta per tutte, quali saranno le priorità di spesa da affrontare comprendendo l’importanza e il valore dell’investimento culturale.
Dario Meschi
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