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Oggetto: dossier "Aiò..AIUTO!" parte prima
Caro Direttore,
Alberico Fumagalli con me non vuole, lui, più parlare mentre a Te riserva rispetto ed attenzione, definendoti “Vate” (tienilo d’occhio, però, dato che a me ha dato dello str... e se alla parola vate aggiungi una r...).
Ti sarò allora grato se, nel mio interesse, vorresti porre allo stesso, insospettabile esperto immobiliarista, il seguente quesito con richiesta di parere che terrò in grande considerazione.
Mi accingo all’acquisto di un immobile vicino al lago in zona dove dicono si preveda un consistente sviluppo turistico. Non è per questo però che acquisto ma perché il posto a me piace. Invero, qualche amico mi ha esternato delle perplessità per il fatto che dalla casa non si vede il lago ma a me piace lo stesso. Che faccio? Compro?
Odo da Bietigheim
Oggetto: Aio'...Aiuto! 2
Caro direttore,
avrai anche tu letto la seconda puntata del Dossier Aiò di Fumagalli su Merateonline. L’attesa, piu’ frenetica di quella per la nuova serie del ”Medico in famiglia” (la finction televisiva non Dario Perego) mi sembra sia andata delusa. A fatica sono giunto a leggere la fine e non ho compreso la morale. Gli acquirenti dei villini non hanno visto lievitare il prezzo concordato dal fatto che il venditore abbia ceduto i propri diritti a terzi e quest’ultimo, che ci ha guadagnato in un’operazione immobiliare che non mi pare abbia poi tutti questi contorni inquietanti, non è di Merate. Il mediatore, che lo è, non comprendo di quali responsabilità sia accusato. E ciò a voler dar per buono tutto ciò che nel ”dossier” è scritto senza avere ascoltato (ma è proprio necessario?..) le altre campane. Sbadigliando, attendiamo il terzo atto...
Odo da Bietigheim
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Oggetto: Sancho Patti
Signor Odo,
La ringrazio per l’immeritata attenzione che ha ritenuto di prestare alla mia nomina a coordinatore cittadino di Forza Italia nell’ultimo numero di Macchianera. Da uomo di cultura quale sembra ( o simula) essere devo però farLe qualche appunto. Accetto l’accostamento a Don Chisciotte ma il Suo esame del personaggio di Cervantes appare (volutamente) superficiale. Infatti se il Don Chisciotte della prima parte del romanzo è un personaggio comico ( ma ricco di valori interiori), nella seconda parte viene a perdere progressivamente tale comicità assumendo uno spessore più complesso in cui prevalgono il disinganno ed il romanticismo. Anche Sancho Panza inizia il romanzo in una posizione di antagonismo fisica (da questo punto di vista certamente assomiglio piu’ a lui che a Don Chisciotte ) e mentale per poi “integrarsi” in equilibrio con quest’ultimo. Il Don Chisciotte della parte 2 è, insomma, un uomo disingannato e consapevole al quale i suoi interlocutori non concedono credito, memori delle sue stranezze della prima parte del romanzo. Spero che, diversamente da lui, troverò maggior rispondenza presso gli amici di partito. E non certo mediante l¹esercizio del “liberum vetum” come da Lei auspicato dato che nel parlamento polacco sembra non produsse altro effetto che quello di paralizzare l’azione legislativa a tutto vantaggio di quelle nazioni (Russia e Prussia) storicamente interessate a spartirsi il territorio polacco che offrivano ai corrotti deputati polacchi somme di denaro per interrompere le sessioni del parlamento e mantenere così la Polonia in costante stato di debolezza.
Cordiali saluti
Alessandro Patti
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Oggetto: Hacker, i Robin Hood del Cyberspazio
HACKER I Robin Hood del cyberspazio
Dalle origini ai più recenti sviluppi del fenomeno hacker; la storia di uomini e movimenti che si battono per la realizzazione della "democrazia elettronica", contro quanti, mascherandosi dietro un'interpretazione restrittiva e limitante del diritto d'autore, pongono dei limiti alla libera diffusione di saperi, conoscenze e informazioni in internet.
Questo libro parla anche della differenza tra gli hacker e i cracker, dove per hacker si intende quella persona che penetra nei sistemi informatici solamente per capire come essi funzionino realmente; i cracker invece, sono coloro che penetrano nei sistemi informatici per causare danni o rubare informazioni. La gente normale non conosce questa differenza e tende ad associare all'hacker il classico giovane dai capelli lunghi, anarchico, che seduto davanti allo schermo del suo computer aspetta che il programma pirata che sta usando gli consenta l'accesso al sistema bancario della città per poter rubare soldi in grande quantità. Fino a che la gente non capirà che gli hacker non sono cattivi come s'intende, si continuerà a perseguitarli come terroristi o criminali della peggior specie.
Gli hacker puri; i Robin Hood che agiscono per annullare il divario tra ricchi e poveri pareggiando le risorse di cibo, di materiali e di sapere, intendono la telematica sia come media in sè capace di attuare in rete la democrazia e l'accesso gratuito alle risorse, sia come modello e strumento per una reale democrazia nell'ulespazio. Ormai Internet è una realtà psicologicamente liberatoria: la possibilità di smontare l'informazione è una necessità psichica dell'individuo per rispondere al condizionamento quotidiano dei media.
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