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BRANCALOEN DA ... MERATE
I nodi stanno per venire al pettine. L’approssimazione dell’azione di governo dell’attuale maggioranza politica di Merate trova riscontri sempre più puntuali e questo a neanche 4 mesi dalla vittoria elettorale. La filosofia di coalizione era quella di vincere mediante l’unione di uomini ed intenti quasi inconciliabili in natura ma uniti dall’unico obiettivo di sovvertire l’ordine politico costituito in antecedenza. Troppo poco per reggere a lungo e troppo vuoto per poter avviare un’azione amministrativa almeno degna di questo nome. E’ di scena in politica l’Armata Brancaleone dove sarebbe difficile trattenere la risata se l’argomento non fosse terribilmente serio e non riguardasse il Bene collettivo. Come Brancaleone ed Abacuc nel famoso film partono da Faleri per prendere possesso del feudo di Aurocastro, così Battista Albani e Pierpaolo Arlati sono partiti per l’avventura amministrativa completamente digiuni, all’evidenza sembra, delle possibilità di epiche gesta. Avevamo assistito ai proclami elettorali concernenti l’Area Don Natale Basilico e la variante di PRG, ma francamente li avevamo inquadrati sotto il denominatore “Promesse da politico” (sottospecie delle promesse da marinaio) molto in uso in campagna elettorale. Infatti, che l’uomo politico sia congenitamente portato ad elargire promesse e notizie che non corrispondono a verità è quantomeno un dato assodato. Ma che i politici mostrassero poi di credere effettivamente nelle loro precedenti astrazioni è fenomeno peculiare di questa Amministrazione, quasi da lettino di psicoanalista. Riguardo all’Area Cazzaniga, lo stato dei lavori e le ingenti somme già spese erano elementi già di per sé decisivi, prima ancora che secondo legge secondo ragione, per escludere qualsiasi possibilità di stravolgimento progettuale o, peggio ancora, di abbattimento e riduzione in pristino. Non crediamo ci volesse l’autorevole parere del responsabile del servizio territorio (Resista Ronchi! Siamo con Lei!) per comprendere ciò che l’uomo comune non poteva ignorare. Al fenomeno questa maggioranza ci sta tristemente abituando. Come per il “gratta e sosta” prima si attuano improvvidi provvedimenti e quindi, al sorgere del problema, assolutamente scontato, si da la colpa ai Dirigenti che non hanno adeguatamente supportato l’azione amministrativa. E quando, di grazia, l’Arch. Ronchi avrebbe dovuto rivelare l’ovvio ad Albani ed Arlati? Già in campagna elettorale quando le boutades sul punto avevano già raggiunto livelli da capogiro? E c’era proprio bisogno del parere richiesto allo studio legale Zaccheo, Sciumè ed Associati di Milano (presumiamo anche questo pagato dalla Collettività) per accorgersi che i soldi spesi dei cittadini non potevano essere gettati in discarica insieme ai detriti della demolizione dell’Area? Suvvia, ma da chi siamo per ventura amministrati? Inquietanti sono anche le mozioni presentate in Consiglio dal Gruppo di Insieme per Merate. Come ha ricordato Consonni nell’ultima seduta, di tale strumento dovrebbe fruire la minoranza, data l’espropriazione delle prerogative consiliari operata dalla Bassanini. Ma se a far uso della mozione è la maggioranza a noi non sembra, al contrario di altri più valenti commentatori, che si tratti di “un modo nuovo di rendersi partecipi” alla vita amministrativa. Sembra come se membri di una stessa famiglia soggiornanti in uno stesso locale usassero comunicare tra loro per telefono e in balcone urlando per farsi sentire da tutti ma, per difetto di udito, sentendosi comunque poco tra loro. L’aria nuova in Comune si respira, ma non nel senso illustrato da alcuni. Molto viene messo in piazza ma l’impressione dello spettatore è quella di assistere ad un film povero di contenuti, messo in scena da sole comparse, con punte di vera ilarità., nel tentativo goffo di utilizzare al meglio gli effetti speciali. Così si da la colpa dei propri limiti alle scelte del passato, si accusano i funzionari di responsabilità non proprie, si fa sfoggio di atteggiamenti falsamente populisti come il parlare, durante l’intervento, rivolti al pubblico (i soliti abituè più pochi curiosi) anziché al Sindaco (contrariamente a quanto previsto dal Regolamento consiliare che, suggeriamo noi, potrebbe essere variato sul punto…altro mirabile esempio di “respiro” di aria nuova). E noi, tapini, continuiamo ad assistere a traversie e dichiarazioni d’intenti senza poter intravedere il momento, se ci sarà, in cui inizieranno a governare sul serio. A tener banco, oltre al problema dell’Area Cazzaniga che le “ingiuste” leggi di questo Stato impediscono di risolvere, è stato fin’ora il presenzialismo del Sindaco con gli accessi ai cantieri, la partecipazione ad eventi di rappresentanza e..l’infortunio “sul lavoro” nel parco di Villa Confalonieri! Ma i Nostri hanno ancora, sorprese a parte che non auguriamo né a loro ne alle minoranze che non appaiono oggi strutturate per governare, oltre 4 anni per mettere in scena uno spettacolo più ricco di contenuti. Diversamente sarà la loro morte politica. Ricordate come Brancaleone riusciva a gabbare la morte, chiedendo alla stessa una dilazione? Ma la stessa inesorabile si ripresentava quando ormai il pericolo sembrava scongiurato ed il ricordo sopito.
Odo da Bietigheim
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