Macchianera

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 25 settembre 2004 - Anno 4 - Nr. 36

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UNA SOSTANZIALE DIFFERENZA

C'è una sostanziale differenza tra gli interventi pubblici di due personaggi della vita politica cittadina, Attilio Biondi e Giuseppe Zaffarano, intervenuti entrambi, con stile diverso e differenti argomentazioni, sulla possibilità di individuare un nuovo plesso scolastico sull'area di Via Cazzaniga.
Biondi affronta l'argomento vantando una lunga esperienza come pubblico amministratore, rappresentante di lungo corso del partito repubblicano, assessore alla pubblica istruzione per un lustro, e di consigliere negli organismi collegiali scolastici, con valutazioni, forse troppo prolisse, ma ragionate, condivisibili o contestabili, ma degne di ogni considerazione, alla ricerca di un dibattito e di un confronto allargato alle altre realtà civiche, sociali e politiche.

Zaffarano, esponente di Forza Italia, dopo aver dichiarato di ignorare la proposta di Francesco Riva, nonostante quest'ultima abbia avuto larga eco sulla stampa - dubbia questa disattenzione, che non depone certo a favore di un esponente politico - ha dimostrato seppur con un'apprezzabile sintesi, con un fraseggio pregno di retorica, l'incapacità di affrontare il confronto, difendendo con legittimità, e con tracotanza le tesi della precedente amministrazione Perego, senza però addurre alcunché di nuovo, e in mancanza di una necessaria, quanto opportuna, rivisitazione nei confronti di una scelta e di un progetto ormai datati e sicuramente almeno migliorabili: una chiusura mentale che non giova a risolvere il problema e a trovare una soluzione.
Il dirigente azzurro ha evidentemente espresso un parere personale, laddove dichiara espressamente, rifiutando l'approfondimento di questo difficile argomento, che la scelta di utilizzare l'area Cazzaniga per ospitare edifici scolastici non meriterebbe nessuna attenzione perché riprende una vecchia proposta, forse illuminata, o forse no, alla luce di quanto accaduto, formulata ai tempi del progetto Botta dal PCI/PDS/DS.
Un intervento disarticolato, teso a difendere a spada tratta il progetto Casamonti, senza un'analisi seria, con affermazioni che si commentano da sole: "Il progetto Casamonti potrà essere modificato e alleggerito ma non deve essere sconvolto. Perché? Perché il progetto, così come è sviluppato, si propone di dare vivibilità all'area e elimina i pericoli connessi all'isolamento dei parcheggi (ricettacolo di sbandati, rischio per chi parcheggia alla sera). La vivibilità è data dal fatto che creando un luogo di riunione, che potrebbe essere rappresentato da una struttura pubblica (bar o altro) o una sala di riunione, si valorizza anche la presenza del parcheggio…).
Zaffarano o vive sulla luna o non frequenta la città nelle ore serali e notturne, diversamente dovrebbe aver costatato che la sera i bar sono chiusi, e la gente sta in casa a guardare la tv. Non sarà di certo un bar, che qualche temerario potrebbe avere l'ardire di aprire in luogo desolato, almeno la sera, a risolvere i problemi di sicurezza per chi fruirà del parcheggio, che di notte sarebbe opportuno chiudere, ma la presenza di una vigile e di un'accurata gestione. Ma, indipendentemente dalle sue ragioni, non si può liquidare la questione "area Cazzaniga" con due battute gettate lì con pressappochismo, tanto per dimostrare una presenza, nello specifico più dannosa che utile. Il problema è serio e lo dimostrano la cautela con la quale la nuova amministrazione si sta muovendo, in evidente difficoltà nel trovare una soluzione e un accordo tra i partiti della maggioranza, evitando possibili fratture o iniziative preoccupanti di qualche isolato assessore (Arlati).
Biondi e Zaffarano rappresentano con ogni probabilità due modi comportamenti diversi, espressione di culture e sensibilità antitetiche. E' sconcertante il fatto che un esponente politico, presente negli organismi provinciali del partito azzurro, possa presentarsi ai cittadini con modi così avventati, senza misura e senza un minimo senso critico: forse Alessandro Patti, il nuovo coordinatore cittadino - preferiamo chiamarlo alla vecchia maniera segretario - potrà portare regole nuove all'interno del partito, magari nominando un portavoce ufficiale o esprimendosi direttamente su questa e su altre questioni che meritano una posizione politica precisa, qualunque essa sia, anche se coincidente, ma ne dubitiamo, con quella espressa in modo eccessivamente superficiale dall'avventato dirigente forzista.

Dario Meschi

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