L'osservatorio

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: domenica 19 settembre 2004 - Anno 4 - Nr. 35

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IL PIACEVOLE LIFTING

Palazzo Tettamanti si affaccia su Piazza degli Eroi con una facciata rinnovata, con un nuovo intonaco, nuovi serramenti, imponenti e non simmetrici lucernari sul tetto: un insieme nel complesso gradevole, nel rispetto (a parte i lucernari e la pendenza del tetto) del suo stato originario, che onora lo storico fabbricato, rendendolo ancor più imponente e maestoso.
Il piacevole “lifting”, non testimonia però che i lavori all’interno dell’edificio siano del tutto ultimati, nemmeno nella parte in fase di ristrutturazione. Infatti, all’interno del fabbricato fervono le attività e sono ancora in corso di realizzazione le opere di finitura, per consentirne un utilizzo parziale nell’attesa del completamento definitivo della parte di edificio in fase di ampliamento, che richiederà tempi più lunghi.

Di questa “grande opera”, fronteggiante seppur a distanza la facciata orribilmente restaurata dello storico Castello Prinetti, si è molto discusso: l’ex sindaco Dario Perego ne aveva immaginato un futuro come “polo socioculturale, dove disporre di una grande ed attrezzata biblioteca, di una sala civica – teatro per le pubbliche manifestazioni, le necessità culturali e di spettacolo, di locali per attività assistenziali, e di una pinacoteca, importante sia per ideazione architettonica che per le opere che avrebbe dovuto ospitare, donazione, ora incerta, di un magnate svizzero.
L’allora candidato sindaco Battista Albani, aveva avanzato in campagna elettorale diverse ipotesi circa un possibile diverso utilizzo della struttura: dapprima, agli inizi delle ostilità elettorali, propose di portare in centro gli anziani, ipotizzando la realizzazione di una casa di riposo che consentisse agli ospiti di uscire nel centro cittadino tra la gente, e sentirsi più integrati e così meno soli ed abbandonati. Poi, sfumata questa possibilità, ha formulato la soluzione del trasferimento degli uffici comunali dall’attuale sede a quella originaria, destinando così la prestigiosa Villa Confalonieri a sede di rappresentanza, ed anche della poco apprezzata pinacoteca.
Di questa possibile destinazione si è discusso con i tecnici locali, con le forze politiche e le parti sociali, senza però che nessuno dal Palazzo intervenisse definitivamente per chiarire il futuro di questo storico Palazzo.
Le ultime indicazioni enunciate, ma mai confermate o ufficializzate, individuavano una soluzione di compromesso, con gli uffici comunali divisi tra le due sedi, l’attuale e la nuova di Piazza degli Eroi, la seconda per gli sportelli aperti al pubblico, mantenendo però sia la sala civica, la pinacoteca che la biblioteca, seppure in spazi più contenuti. Da allora, se non abbiamo perso qualche passaggio nel periodo estivo, nulla è più trapelato, se non quanto pubblicato dai giornali, e da un’insegna all’ingresso principale di Palazzo Tettamanti, prontamente coperta e nascosta da un drappo bianco, dove si leggeva la scritta: “Municipio”.
A questo punto una spontanea domanda nasce: l’amministrazione non doveva confrontarsi in pubbliche assemblee con i cittadini, prima di assumere una decisione tanto importante e possibilmente condivisa sulla definitiva destinazione d’uso?
Se la nostra perplessità dovesse nascere da disinformazione, da amnesia, o da un periodo di vacanza troppo lungo, oscurante e pigro, ne saremmo rammaricati, e di questo faremmo subito ammenda, diversamente sarebbe auspicabile che qualche amministratore, magari l’attento, e in questi giorni molto discusso, Tino Passoni, o l’assessore ai lavori pubblici, Pierpaolo Arlati, potesse fornire delle delucidazioni e degli adeguati chiarimenti. Non vorremmo che dalle facili e scontate enunciazioni di principio, tese a proporre un sistema di governo partecipato e populista, si stia passando a metodi diversi e a scelte verticistiche, tanto criticate da chi siede ora in giunta, soprattutto se riferite agli ex amministratori e all’ormai nemico pubblico numero uno: crediamo sia opportuno fare chiarezza!

Dario Meschi

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