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LE NUOVE STRATEGIE
E' giunto finalmente il momento del voto e così finirà l'incalzante e insistente propaganda elettorale. E' certo che nulla è cambiato rispetto alle precedenti tornate elettorali, con un'unica differenza: in passato, per informarti sulle persone da votare, accendevi la televisione, davi un'occhiata distratta ai manifesti, sfogliavi i giornali, assistevi ad un comizio o ad un pubblico dibattito, mentre oggi a decidere o perlomeno ad influire sulla scelta è lo stesso candidato. Il candidato dell'era globale t'insegue ovunque, dentro casa, invadendo la casella postale, con pieghevoli patinati e "santini" propagandistici con la propria immagine, quasi si trattasse dell'effige di un santo protettore, nel cellulare e nel computer. Eravamo abituati alla mania di grandezza del presidente Berlusconi, che in quest'occasione si è trattenuto a forza (Italia) ridimensionandosi, non inviando libri come fece in altre occasioni, ma mandando una lettera, un'"enciclica" di ben 16 pagine, stampata in 15 milioni di copie, che ha intenerito il cuore di molti italiani, causando, nel contempo bruschi innalzamenti di pressione ad altrettanti connazionali.
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Come si sono comportati gli altri candidati? Si sono arrangiati alla "bella e meglio", con altri sistemi, forse più sofisticati e moderni, ma non meno irritanti e sgraditi: oltre a quelli tradizionali, hanno introdotto le nuove opportunità fornite dalla tecnologia, invadendo e violentando la nostra privacy: apri la posta elettronica e Tizio, anziché Caio, entrambi candidati rampanti e determinati, ti subissano di mail. Accendi il cellulare e un sms ti avvisa di un appuntamento, non con la ragazza del cuore, ma col candidato di turno, magari anche della parte politica a te avversa, spesso ti chiedi come abbia fatto ad entrare in contatto con te, ma il mistero rimane tale. Irritato per la violenza subita, rispondi al telefono, e una voce suadente ti tiene inchiodato per alcuni minuti alla cornetta per dispensare ottimi suggerimenti per gli acquisti (elettorali si intende). Ma non è ancora finita. Decidi di effettuare una ricerca in internet inserendo le parole chiave per l'argomento che ti interessa, e ti trovi ad aprire siti "trappola", come spesso purtroppo accade ai navigatori, dove in questa circostanza anziché osservare immagini porno indesiderate, incontri la faccia del candidato invasore. Se questo è il progresso, vorremmo tornare ai tempi primordiali, vivendo magari nelle grotte o sulle palafitte, senza alcun mezzo di comunicazione, utilizzando, nelle emergenze, solo i segnali di fumo. Purtroppo il cambiamento non si può fermare, e quindi dovremo rassegnarci ad elezioni vinte proprio grazie agli sms, com'è accaduto recentemente nelle Filippine, accettando siti, sempre più numerosi, che confezionano la pubblicità a misura per i politici, come il seguente del quale riportiamo l'indirizzo web, nel caso in cui qualche lettore voglia consultarlo: www.sms-animati.it. In questa trasformazione della comunicazione ha sicuramente influito la legge sulla par condicio, che ha limitato l'informazione elettorale al punto di dover utilizzare altri mezzi, leciti e meno leciti, e, soprattutto, la fantasia. In controtendenza alla rigidità della norma il Garante per la privacy ha autorizzato l'uso del telefono a fini propagandistici purché non si tratti di nastri registrati: pertanto non possiamo che rassegnarci al peggio, magari rimpiangendo le vecchie e noiosissime tribune elettorali, consci che la disaffezione al voto potrebbe derivare anche da queste indesiderate invasioni di campo.
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