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LA LUNGA ATTESA
La campagna elettorale è finita senza aver coinvolto gli elettori: infatti non si sono vissuti momenti di grande entusiasmo e di larga partecipazione popolare: il confronto in genere ha interessato più gli addetti ai lavori e i media, che i cittadini, lasciando molte incertezze sull'esito del risultato finale. In queste ore, mentre i candidati sono in trepida attesa, la popolazione programma le vacanze e i week-end, pensando già di disertare l'appuntamento con i ballottaggi, destinati ad avvantaggiare il centrosinistra, più fideista e meno vacanziero. Mentre leggerete questo commento i risultati saranno già conosciuti, riempiranno le pagine delle edizioni straordinarie dei giornali e imperverseranno nelle reti televisive, una volta tanto rispettando la tanto agognata par condicio. Il confronto elettorale ha fortemente trascurato l'Europa: si è di tutto argomentato nelle ultime settimane, dal ritiro delle truppe italiane dall'Iraq, alle nozze dei reali di Spagna, per arrivare nel nostro "piccolo mondo" alle polemiche sulle grandi opere meratesi, e alla cronaca del malinconico comizio di Battista Albani a Pagnano, dopo la negazione della sala parrocchiale, trascurando così l'importanza delle elezioni europee, e quasi confermando una diffusa indifferenza verso l'unione di popoli e nazioni, disuniti su molti progetti futuri, spesso addirittura in netta contrapposizione per la difesa di campanilistici interessi economici. Un'Europa che sinora si è dimostrata incapace di dar luogo ad una confederazione politicamente forte, in grado di affrontare i temi internazionali, contrapponendosi allo strapotere, spesso guerrafondaio, degli Usa, e non dividendosi com'è accaduto in diverse circostanze. L'Unione europea non ha conquistato il cuore degli italiani, ha portato sinora più problemi (normative e leggi difficili da applicare o alle quali eravamo impreparati, ed una moneta unica che ha prodotto aumenti dei prezzi, generando diffusa incertezza), che vantaggi. Questo non significa che la strada intrapresa, con l'allargamento degli stati membri, forse troppo esteso ed affrettato, non sia da perseguire, anzi dovrà compiere tutto il cammino prefissato, ma potrà ottenere risultati concreti e convincenti solo con il sentito coinvolgimento dei governi nazionali e delle popolazioni con l'abbattimento delle barriere ancora presenti, sia di tipo economico, che politico. L'esito delle elezioni europee sarà al centro dei commenti per l'importanza di un voto, nell'attesa favorevole al centrosinistra, dalla valenza politica, che sarà utilizzato e strumentalizzato per condizionare il futuro del governo Berlusconi. Per il resto poco importerà dei risultati delle comunali e delle provinciali, schiacciate dai grandi numeri e dall'omogeneità del voto europeo, salvo che nelle realtà locali dove le lobby, le amicizie e gli interessi locali prevalgono di certo rispetto alla scelta politica. Non sappiamo se le previsioni saranno confermate: in provincia tutto sarà rimandato al ballottaggio, anche se importante sarà il risultato all'interno della compagine di centrodestra, dove Parolo e soprattutto Perego, che si confrontano a distanza, si giocano sia la faccia che il futuro. Le provinciali determineranno il destino del segretario provinciale di Forza Italia Bruno Colombo, già alle prese con le note e sofferte vicende giudiziarie. Nei comuni del territorio meratese saranno poche le sorprese, e per quanto concerne la città di Merate, comprenderemo finalmente se i cittadini avranno premiato la continuità garantita da Andrea Colombo, la trasversalità di Aldo Castelli o l'ammucchiata di centrosinistra guidata da Battista Albani: saranno i post comunisti, o i post fascisti ad entrare nella stanza dei bottoni? Rimandiamo il commento a sabato prossimo.
Dario Meschi
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