L'osservatorio

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 1 maggio 2004 - Anno 4 - Nr. 18

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LE DUE ITALIE

Esistono due Italie, quella degli onesti e quella dei furbi.
Innumerevoli sono gli esempi che dimostrano questa tesi: in un qualsiasi ufficio pubblico un impiegato è solerte, scrupoloso e gentile, un altro scorbutico, indifferente, quasi scostante, magari perché impegnato in conversazioni telefoniche private. In una scuola due bidelle, una con lo straccio e lo spazzolone in mano, mentre esegue scrupolosamente le pulizie, l'altra imboscata con la biro tra le mani, intenta a risolvere le parole crociate. Due liberi professionisti, entrambi affermati e di successo, il primo che fattura regolarmente tutte le prestazioni, l'altro che si fa pagare buona parte in nero frodando il fisco e il suo prossimo. Due aziende, una disposta ad assumere su raccomandazione, l'altra dopo il vaglio attento di numerosi curriculum. Due medici specialisti, entrambi ricevono schiere di pazienti nel loro studio privato con la differenza che uno dei due rilascia regolare ricevuta, l'altro no. Gli esempi potrebbero continuare all'infinito, rappresentando uno spaccato della società, dove la maggior parte degli individui rema da solo, percorre il suo cammino di vita, senza preoccuparsi degli altri, e seguendo la via del successo e del facile guadagno.

Quello che sorprende maggiormente non è la diversità dei comportamenti e degli standard etico-professionali (oltre che umani), ma l'indifferenza che tende ad equiparare senza distinzione tutti gli attori di questa recita della vita: i dipendenti statali sono considerati dei fannulloni; i lavoratori autonomi sono quelli che lavorano il doppio e per non essere soffocati dal fisco devono "lecitamente" evadere, e così via.
Siamo convinti che chi lavora con serietà rappresenti la maggioranza assoluta dei nostri connazionali, spesso mal considerati anche all'estero per quest'aureola poco onorevole e gradita, infatti riteniamo che nel mondo del lavoro spesso non esistano delle graduatorie di effettivo merito.
Le promozioni, gli avanzamenti di carriera, le gratifiche e le ferie arrivano per tutti, ai buoni come ai cattivi per anzianità di servizio, e magari lo sfaticato pigro e scortese, ma più intraprendente nel proporsi, supera sul filo di lana - nella gerarchia aziendale - il serio, scrupoloso, preparato ma più timido collega, destinato a combattere per sempre con frustrazioni ed umiliazioni.
Esiste una notevole differenza di trattamento tra le aziende del settore pubblico e quello privato. Dove è presente "un padrone", nelle piccole e medie attività, è difficile sfuggire ai controlli, mentre nelle grandi aziende private si combatte una lotta "all'ultimo sangue", dove non sempre vince il migliore, dove la valutazione di merito non sempre è attenta, non esiste, oppure è del tutto inefficiente.
Nel settore pubblico, alcuni lavoratori al servizio dello Stato e dei cittadini, a volte si servono delle istituzioni in cui operano, anziché servirle, e non si attiva in questo caso nei loro confronti nessun tipo di censura, alcun meccanismo di emarginazione, nessuna rivalsa o sanzione sociale.
Manca qualsiasi dichiarazione di disprezzo, anche se colleghi e superiori conoscono perfettamente la situazione, ma tacciono quasi a garantire un clima di generale lassismo, dove prevale il "vivi e lascia vivere", e dove ognuno tende a pensare solo per sé stesso. Non è comunque corretto generalizzare, in quanto esistono uffici pubblici efficienti con lavoratori e dirigenti di eccelse qualità e di assoluta serietà, e uffici privati dove si lavora poco e male, il fenomeno esiste e rappresenta una realtà di cui non è facile valutare l'entità.
Le due Italie convivono pacificamente, si osservano e s'ignorano, una in contrapposizione con all'altra, infatti manca il senso d'appartenenza alla comunità e allo Stato. E' evidente una certa indifferenza e una generalizzazione distruttiva che porta al peggioramento della qualità del lavoro e dei servizi resi, in una situazione destinata a peggiorare, se non svetterà l'esempio, da sempre il miglior incentivo per operare bene. Sarà importante offrire ai giovani un modello di vita dove l'impegno, l'entusiasmo, e la competenza, siano il fondamento della società, dove prevalga il valore dell'intransigenza contro il malessere diffuso, fondato sulla furbizia, sull'opportunismo e sulle raccomandazioni.

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