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UNA DIFFICILE EREDITÀ
Ormai la situazione politica meratese è ben definita, con quattro liste in lizza per la conquista di Villa Confalonieri, in ordine di ufficializzazione: Merate Futura (Aldo Castelli), Insieme per Merate (Battista Albani), Lega Nord (Andrea Robbiani) e Merate al Centro (Andrea Colombo). Nessuna novità di rilievo, in quanto secondo le attese questi erano i prevedibili contendenti. Le due incognite principali, oltre alle decisioni della Lega, erano rappresentate da Pierpaolo Arlati di Merate Domani, confluito con l'amico-nemico Albani, in un ruolo e con una visibilità tutti da verificare, e Rifondazione Comunista, anch'essa accolta, non si sa con quali entusiasmi, nella formazione di centrosinistra. Castelli prosegue la sua corsa solitaria con molti amici del "garofano", accompagnato da altri di varia provenienza politica, cercando si sminuire la caratterizzazione politica del gruppo, proponendo un'immagine di lista civica indipendente aperta a tutti, purché nella condivisione di un programma elementare ma chiaro, fondato sulla realizzazione di un nuovo complesso scolastico, sullo spostamento del tracciato dell'ex statale 36 e di tanti piccoli interventi nel settore della gestione, della manutenzione e dei servizi alla persona. Battista Albani sta sudando le classiche "sette camicie" per concordare un unico programma in un insieme di anime diverse, divise sia dal desiderio di visibilità (assessorati), sia dalle scelte su troppi temi ancora in discussione. Molti cittadini e alcuni tra gli stessi fautori della lista si chiedono come sarà possibile tenere a freno l'ariete candidato sindaco, che in quest'occasione dovrà dimostrare il possesso di capacità di mediazione, facendo, nel caso, retromarcia su alcune delle scelte già annunciate. Per mitigarlo gli è stato affiancato Andrea Consonni (DS), uomo d'esperienza pronto ad intervenire in caso di bisogno. Ernesto Passoni, suo vice in caso di vittoria, abituato com'è a misurare le parole, pesandone sia il contenuto che la forma, dovrà rifornirsi di dosi massicce di Valium per mantenere la calma pur possedendo un'innata moderazione d'animo. Andrea Robbiani, lo ricordiamo grintoso e determinato, confermerà il temperamento lottando per la bandiera e cercando una vittoria per sé e per il partito. Infine Andrea Colombo, il delfino (lo sarà davvero?) di Dario Perego si troverà a dover gestire una difficile eredità: sarà capace di governarla, la condividerà, o arrivato al vertice del potere deciderà di dare un'impronta fortemente personalizzata al suo mandato? Non siamo veggenti, e quindi non possiamo interpretare le stelle trovando delle risposte, ma siamo convinti della determinazione di Colombo, che non vorrà, se eletto, essere ricordato a stento da suoi concittadini, o come l'uomo del nulla e dell'ordinarietà, se non addirittura come una pedina nelle mani altrui, ma vorrà incidere nelle decisioni proseguendo una tradizione di governo che lo vede, seppur da comprimario, seduto da decenni nella stanza dei bottoni. L'attuale assessore allo sport si troverà a sostituire un sindaco, lodato o criticato, abituato però a decidere e ad entusiasmarsi buttandosi a capofitto, anche imprudentemente, nelle iniziative che condivide e progetta senza tentennamenti. Pertanto, dovrà dimostrare carattere e forte personalità, e finalmente dovrà buttarsi nella mischia e confrontarsi con gli avversari. I tempi sono ormai maturi, anche se l'interesse generale dei cittadini sembra essere scarso, ma gli animi, come sempre si scalderanno nelle battute finali di questa difficile e incerta campagna elettorale.
Dario Meschi
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