Sotto la lente

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 27 marzo 2004 - Anno 4 - Nr. 13

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L'IMPORTANZA DELLA PROPOSTA

Il centrosinistra ha ufficializzato, dopo un lungo e difficile travaglio, la candidatura alla presidenza della Provincia di Lecco. Lo scontro e il confronto tra i partiti dell'Ulivo ha portato alla scelta di Virginio Brivio, un lecchese, vissuto in Brianza a Robbiate, ed ora residente a Valmadrera, dove lavora come dirigente del settore sociale e scolastico del comune, dopo essere stato educatore e responsabile del distretto sociale della città di Lecco. Un giovane quarantaduenne, attualmente assessore a Villa Locatelli, da tempo impegnato in attività politiche e sociali, attivo nell'ambio del volontariato e di associazioni cattoliche, come la Caritas, di cui è stato il responsabile lecchese. Nell'ambiente politico è apprezzato per la serietà da sempre dimostrata, è altresì poco conosciuto, e secondo alcuni non dispone del necessario carisma per interpretare il ruolo di trascinatore e di mediatore in una coalizione spesso divisa ed umorale.

Un cattolico, quindi, ha battuto ancora una volta un uomo della sinistra, dimostrando la forza dei popolari e la debolezza dei diessini, costretti a rinunciare alla candidatura di Italo Bruseghini. Si è ripetuto il consueto copione, come già sta accadendo a Merate e altrove, dove la sinistra è stata di fatto isolata dagli uomini della Margherita, che hanno imposto i loro candidati: Battista Albani ha anticipato e spiazzato gli alleati, costretti anche in questa circostanza ad abbassare la testa, mettendo in crisi i rapporti con i Ds, creando un "caso" discusso a livello di segreterie provinciali.
Il centrodestra, com'è noto, ha dato fiducia al sindaco uscente di Merate, Dario Perego, mentre la Lega Nord, che correrà sola, non ha ancora ufficializzato la candidatura dell'onorevole Parolo.
La vittoria che sarà contesa tra Brivio e Perego, si conquisterà non tanto sui temi politici nazionali, del resto già al centro della campagna elettorale per le europee, ma sui programmi e sulle scelte destinate ad interessare l'intero territorio provinciale. Alcuni osservatori hanno rilevato come l'esito elettorale dipenda dagli umori della periferia meratese e casatese, più che dai risultati della città capoluogo. In effetti, il voto nella città di Lecco, in Valsassina e nei paese lacustri è considerato tendenzialmente più "politico", e quindi meno influenzato dai localismi. Non sappiamo se quest'indicazione sarà confermata, ma evidentemente la politica della giunta provinciale uscente è stata considerata, nei comuni del nostro territorio, Leccocentrica, non incidendo minimamente nella risoluzione delle problematiche locali.

E' riduttivo considerare la sfida, come "tutta brianzola": Perego vive e risiede in Merate, amministra la città da 10 anni, ha ricoperto incarichi di rappresentanza sovracomunali e pertanto è certamente definibile come uomo espressione del territorio, diversamente da quanto si può sostenere per Brivio, sicuramente più addentro alle problematiche della città capoluogo e del suo interland che a quelle di un territorio dove non vive da tempo. Ma, aldilà di queste confutabili considerazioni, poco interessa, in questo momento, stabilire quale sia l'origine del candidato, importa invece conoscere quale sarà la proposta per risolvere i gravi problemi della viabilità, dell'inquinamento e dello sviluppo di tutta la provincia e del meratese in particolare.
Sarà determinante nella scelta del nuovo presidente, non tanto il convincimento politico, ma la conoscenza del programma che ognuno presenterà: un documento in cui dovranno essere elencate le soluzioni proposte, e, proprio dal loro esame, dovrebbe dipendere il voto dei cittadini.
I candidati dicano con chiarezza cosa intendono fare per risolvere definitivamente il problema del traffico. Non potranno illudersi di convincere gli elettori proponendo le solite e minimali soluzioni, prevedendo rotonde, ed eliminando alcuni impianti semaforici, dovranno spingersi oltre, battersi con tutte le energie disponibili per rendere possibili modifiche al tracciato dell'ex 36, interramenti e soluzioni compatibili con la necessità di salvaguardare l'ambiente. Senza una proposta lungimirante, aumenterà ulteriormente il traffico, con esso gli scarichi dei gas immessi nell'atmosfera e il conseguente inquinamento.
Chi tra Perego e Brivio avrà il coraggio o l'incoscienza di avanzare soluzioni adeguate e azzardate, che dir si voglia?
Dario Perego ha abituato i suoi concittadini a scelte importanti, seppur discusse e contestate, e magari proseguirà con la stessa determinazione anche in questa circostanza, Brivio potrebbe dimostrarsi sorprendendo tutti più determinato di quanto si possa credere.

Dario Meschi

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