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CONTINUA L'AVVENTURA
Dario Perego è un uomo fortunato, almeno questa è la nostra convinzione: è uno stimato professionista, un buon padre di famiglia, una persona affabile, gentile e cortese, un politico esperto, capace ed abile, dotato della necessaria determinazione, ma anche dell'indispensabile pazienza. Ora continua la sua avventura politica, cercando di conquistare la presidenza della provincia, dopo aver annoverato altri lusinghieri successi, essendo stato eletto sindaco in due successive tornate elettorali, e avendo conquistato altre ambiziose mete. La capacità comunicativa di cui dispone, unita alla forte personalità, e all'innato dinamismo, alla fantasia, all'irrefrenabile progettualità e, se vogliamo, ad una discreta dose di incoscienza, lo mettono a suo agio in ogni circostanza, consentendogli di affrontare ogni situazione. Non sappiamo quanto ami il gioco, ma l'azzardo gli è congeniale: è coraggioso, imprevedibile, furbo e sicuramente calcolatore. Questo suo modo d'essere, dove, secondo circostanza, possono prevalere virtù o difetti, gli hanno consentito di entrare senza alcuna difficoltà nei panni del candidato presidente, iniziando così ufficialmente il percorso di questa difficile campagna elettorale.
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Indipendentemente dall'esito della stessa, Perego ha già vinto la sua battaglia: ha gestito e preparato nel migliore dei modi, senza traumi o nocivi antagonismi, la sua successione a sindaco, circondandosi di uomini fidati, sui quali può contare in ogni occasione, ha scelto Andrea Colombo e sta lavorando per presentare la squadra migliore, puntando in realtà alla sua terza riconferma. Ha conquistato il partito in città acquietando gli avversari, e dopo la "bruciatura" delle politiche - a lui hanno preferito Maurizio Lupi - ha saputo aspettare. Molti lo consideravano un uomo caduto definitivamente in disgrazia, un personaggio vicino al pensionamento "politico", destinato ad essere ricordato sempre più flebilmente, e lasciato ai margini della vita pubblica: i fatti hanno dimostrato l'esatto contrario. Poco considerato a Lecco e nella segreteria del partito azzurro, anche per la sua appartenenza a CL, lavorando ai fianchi, pian piano, ha saputo tessere la sua tela, ottenendo un'investitura prestigiosa da parte di Forza Italia e degli altri partiti della Casa delle Libertà, Lega Nord esclusa, pur mantenendo anche con i leghisti un rapporto di buona e civile convivenza, dimostrando di saper gestire se stesso e gli altri. Recentemente, si è presentato ufficialmente agli elettori, con un'intervista rilasciata al settimanale cittadino, entrando a pieno titolo e con autorevolezza nei panni del possibile futuro presidente. In merito alle elezioni amministrative ha argomentato sulla situazione meratese, dei rapporti con le altre forze politiche e, da possibile vincitore, ha sostenuto la necessità di recuperare la centralità del capoluogo rispetto a tutto il territorio della Provincia. A tal riguardo, comprendendo l'esigenza di doversi proporre come candidato di tutti i 90 comuni, interessati dalla competizione elettorale, ha invitato gli elettori a sentirsi in primo luogo lecchesi. Sul contenuto di questa roboante affermazione non avremmo nulla da obiettare, sentendo però il dovere di ribadire ancora una volta, e con voluta vena polemica, la necessità e la forte esigenza di rilanciare questa parte di territorio, a sud della provincia, spesso trascurata o addirittura considerata come una "colonia" degli aristocratici lecchesi. Dovrà essere garantita, nella gestione e nella determinazione delle priorità e delle conseguenti scelte, pari dignità a tutte le realtà presenti, in una provincia piccola ma estesa, con problemi legati a realtà montane, lacustri e di una pianura ormai considerata interland milanese. Solo così, e magari proprio grazie alla presenza di un presidente "sudista", si potranno affrontare i problemi della viabilità, dell'inquinamento, della vivibilità e dello sviluppo, senza che gli interessi di una parte prevalgano su quelli di un'altra.
Dario Meschi
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