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LE SEI IDEE DI AN
Il centrodestra è partito all'attacco, anticipando gli avversari, presentandosi con alcune vistose pubblicità sulle pagine dei giornali, proponendo il profilo di Dario Perego, candidato alla presidenza della provincia, sostenuto da Forza Italia, AN e UDC, e una lettera aperta ai cittadini e al candidato presidente di Fabio Dadati, responsabile provinciale di Alleanza Nazionale. Ogni schieramento ed ogni singolo partito decidono la strategia pubblicitaria e mediatica considerata più efficace, nel tentativo di rendere pubblico il proprio pensiero e raggiungere il grande pubblico degli elettori. Sono però importanti la chiarezza della comunicazione, la precisione della proposta e la semplicità del linguaggio. Non ci stancheremo di ripeterlo, ma la scelta degli elettori, in questa come nelle future occasioni elettorali, dovrebbe scaturire proprio dalla precisa e dettagliata proposta avanzata dagli schieramenti in lizza, e non dalla sudditanza nei confronti dei partiti, scelti più per abitudine, tradizione e simpatia, che per condivisione programmatica. La politica "dei paroloni" non funziona più, il politichese ha stancato, è poco comprensibile, è stucchevole e sterile: lo stesso presidente Silvio Berlusconi, prima delle elezioni politiche, sottoscrisse un contratto elettorale con gli italiani, elencando tutte le iniziative che avrebbe intrapreso in caso vittoria, durante il suo mandato. La mossa azzardata fu molto criticata: sarà stata una manovra elettorale per attrarre consensi e vincere, o un impegno solenne e d'onore da rispettare a tutti i costi? Una cosa è certa: il documento rimane e l'occasione per tirare le somme prima o poi arriverà, premiando o punendo il leader.
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Siamo rimasti, invece, molto sorpresi dal messaggio di Fabio Dadati. Una lettera pregna d'umanità, di dignità e di buoni sentimenti, quasi una pagina da libro "Cuore", in cui quest'uomo apre il proprio animo con semplicità, con uno sguardo da bravo ragazzo, che affronta la politica con una carica ideale e morale d'altri tempi, da condividere e apprezzare e questo indipendentemente dall'enunciazione delle sei idee per la provincia di Lecco, (di battaglia del partito), nel merito delle quali si può e si potrà opinare e che ora andiamo ad affrontare. Nel merito delle sei proposte, elencate a conclusione della lettera, nulla da obiettare in linea di principio sulla prima: "Produrre Valore", intesa come rilancio e difesa del mondo del lavoro, delle attività economiche, della scuola e del mondo finanziario, ora n evidente crisi di credibilità. Questo è un argomento difficile da sintetizzare in poche parole, anzi comporterebbe un serio approfondimento in materia di definizione del concetto di sviluppo possibile, compatibile con la diminuzione dell'inquinamento e con il rispetto della natura e dell'ambiente. Scontata e retorica la seconda: il Turismo, inteso come qualità, dove prevale purtroppo il tanto biasimato politichese, tradotto in un generico impegno allo sfruttamento delle risorse paesistiche e storiche del lecchese. Una necessità sentita e sostenuta da decenni, ma puntualmente disattesa proprio per assenza di iniziative mirate, e di incentivi economici destinati alle attività ricettive. Il terzo: "Muoversi meglio e in sicurezza", cita testualmente il nodo della Lecco-Ballabio, gli assi Bergamo, Milano, Malpensa - le vie navigabili - l'Adda e i Laghi, mettendo il dito nella piaga. Affrontando un argomento impegnativo, quello di una viabilità priva di speranze e soprattutto di progetti adeguati alle necessità, trascurata perché ignorata da grandi opere, sia nei dieci anni di un governo dell'Ulivo, più impegnato in piccoli ritocchi ed aggiustamenti viari, che a proporre qualcosa di veramente risolutivo, sia dalla pianificazione regionale e statale. Il quarto punto: La formazione, il lavoro, l'integrazione, sostiene l'importanza della preparazione divenuta esigenza, in una realtà dove prevale la difesa del mercato del lavoro, rispetto a quella del posto di lavoro. Tutto questo dimenticando di denunciare l'incertezza che è scaturita dai nuovi contratti di lavoro temporaneo, che limitano le aspettative e i progetti di intere generazioni di giovani, costrette a vivere nella precarietà senza poter affrontare con sicurezza il proprio futuro. Abusato e quasi scontato il quinto punto: "Austerità", dove si propone di destinare le risorse disponibili allo sviluppo, e ai servizi primari dei cittadini, ci auguriamo non trasformando ospedali efficienti in cronicari, o consentendo visite specialistiche e diagnostiche in termini temporali improponibili. Infine la battaglia sulla quale la destra si batte da tempo, quella della "Lotta al disagio, guerra alla droga", per affermare il principio della responsabilità e per mettere un freno al lassismo imperante, che ha reso normali alcuni comportamenti che in passato non lo erano. Il confronto sulle grandi tematiche e sulle scelte dovrebbe tener banco, caratterizzando un nuovo modo di affrontare una campagna elettorale veramente innovativa nelle realtà locali, diversamente dovremo rassegnarci alla mediocrità e ad un futuro senza speranza.
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