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UNA LUNGA ATTESA
Le elezioni amministrative si avvicinano, anche se la scadenza elettorale, prevista nel mese di giugno lascia ancora spazio per la definizione delle ultime candidature, al punto che i partiti uniti (o disuniti) del centrosinistra meratese dimostrano di affrontare la nomina del candidato alla poltrona di sindaco con una certa calma, quasi una flemma sospetta che sconfina in un pericoloso immobilismo. Ogni settimana sembra quella buona per l’annuncio ufficiale, ma i tredici saggi non trovano l’accordo sul nome del candidato eccellente che guiderà la coalizione, con la percettibile trepidazione dello scalpitante ed irrefrenabile Battista Albani, entrato già da tempo nei panni del candidato ufficiale. Mentre la situazione generale si è ormai definita, infatti, dopo l’ufficializzazione di Aldo Castelli con la civica Merate Futura, di Andrea Colombo alla guida di Merate al Centro, e la conferma della presenza della lista della Lega Nord, dove ancora non è stato svelato il nome del candidato alla poltrona di sindaco, manca a completare il puzzle proprio il nominativo dell’uomo o della donna chiamato a rappresentare il centrosinistra, destinato confrontarsi con il delfino di Dario Perego: il vero candidato da battere, favorito almeno alla partenza di quest’interessante sfida. L’opposizione ulivista sembrerebbe aver addomesticato anche Pierpaolo Arlati, pronto a confluire nel ‘gruppone’, tornando alle origini (sinistra democristiana), rinunciando a correre da solo, per conquistare così solo un posto di consigliere comunale, sempre che non si debba lottare per favorire la vittoria di Albani, nei confronti del quale il leader di Merate Domani ha espresso numerose riserve: pare che tra i due non scorra, da parecchio tempo, buon sangue.
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Ancora una volta la sinistra meratese uscirà a testa bassa, sconfitta nel confronto con gli ex Dc, e si dovrà accontentare di un ruolo subordinato, secondario e subalterno. Sarà così privata da slanci e motivazioni, destinata, com’è stato già in questa legislatura, ad un ruolo di scarsa visibilità, pur essendo capace di esprimere personalità di capacità ed esperienza comprovate, come Chiara Bonfanti, assessore alla Cultura in Provincia ed Ernesto Passoni, ingegnere, meratese doc, uomo piuttosto riservato e quindi poco incline ed avvezzo ai bagni di folla e alle logiche contorte di cui si nutre la politica nostrana. La scelta di Albani è legata alla popolarità di questo personaggio, spesso discusso, ma anche ammirato per l’impegno e la solerzia dimostrate in tanti anni di presenza nell’attività pubblica. Il consigliere provinciale scalpita da tempo, ha iniziato la propria personale campagna elettorale da alcuni mesi, rilasciando interviste e prospettando soluzioni su diverse problematiche d’attualità, proponendosi con una presenza e un attivismo che diversamente sarebbero mancati, lasciando il centrosinistra senza una voce veramente incisiva. Il buon Battista per non perdere terreno spara bordate roboanti, quasi da capogiro, arrivando al paradosso di ipotizzare l’abbattimento di buona parte delle opere realizzate nel cantiere di riqualificazione dell’area Cazzaniga. Se l’intento delle dichiarazioni rese era quello di far parlare di sé, sicuramente ha raggiunto lo scopo, diversamente potremmo sospettare che abbia ecceduto in libagioni e soprattutto in bevande (alcoliche s’intende). Da Lui possiamo aspettarci di tutto, e finché si discute in piazza o al bar dello Sport tutto è lecito, ma quando si affronta il grande pubblico di un giornale locale si vorrebbero leggere messaggi meno distruttivi e ancor meno realizzabili, se non a costo di disperdere preziose energie economiche, ovvero soldoni sonanti versati, anche con disappunto, dai contribuenti. Se la campagna elettorale proseguirà con questi toni non mancherà certamente il divertimento, ma aumenterà anche la preoccupazione di essere amministrati in futuro da un emulo del demolitore per eccellenza: Pierpaolo Arlati. Se i due hanno in comune cotanta voglia di alzare il piccone perché si combattono così aspramente nei corridoi del palazzo e nei locali delle sezioni di partito? Potrebbero essere una coppia perfetta, soprattutto se armati di mazza e martello.
Dario Meschi
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