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LE CONTRADDIZIONI DEL CEMENTO
La Lega Nord di Merate ha duramente criticato la variante al Piano Regolatore recentemente adottata dall’amministrazione Perego, in quanto lascerebbe troppo spazio al cemento riducendo ulteriormente le aree a verde, sempre meno numerose, ignorando inoltre la necessità di salvaguardare l’intero territorio. Un’analisi che è entrata nello specifico, esaminando le singole situazioni con la precisa volontà di prendere distanza dalle scelte dell’amministrazione comunale, espressione velata del “centrodestra”, quindi teorica alleata del Carroccio. La posizione di tutto rispetto, anche se opinabili in diversi passaggi, arriva in un momento particolare, quello della definizione delle liste che parteciperanno alla consultazione amministrativa e, guarda caso, proprio congiuntamente all’annuncio della partecipazione autonoma della lista padana alle elezioni del prossimo giugno. Evidenziando così un forte disappunto per le scelte operate dal sindaco uscente Dario Perego, rappresentante ufficiale di Forza Italia nelle prossime elezioni provinciali, che ha preferito proseguire il lavoro amministrativo svolto in città con la lista civica “Merate al Centro”, timidamente politicizzata, piuttosto che con l’edizione di un nuovo soggetto politico espressione dei partiti della Casa delle Libertà. La Lega ha reagito ad una situazione anomala che perdura da anni, dimostrando dignità e coraggio contrariamente agli altri partiti della coalizione di centrodestra, come Forza Italia ed Alleanza Nazionale, che per incapacità proprie o volontà delle segreterie, hanno accettato una situazione di servile appiattimento, con una presenza inutile e sostanzialmente formale. Le osservazioni critiche espresse nei confronti del nuovo strumento urbanistico, sono sembrate eccessivamente rigide, dettate più dalla necessità di palesare una forte contrapposizione politica in chiave elettorale, che per proporre alternative a scelte urbanistiche dimostratesi sicuramente modeste, certamente non destinate a tracciare il profilo della Merate degli anni duemila, essendosi limitate a riempire alcuni fazzoletti di terra in porzioni di territorio già urbanizzate e compromesse. E’ stata inoltre contestata la possibilità concessa dalle Norme Tecniche di Attuazione di concedere la possibilità di ampliamento degli edifici esistenti in alcune zone C, ignorando che tale opportunità, consenta alle famiglie di soddisfare modeste necessità abitative, recuperando entità volumetriche certamente ridotte (sino ad un massimo di 300 metri cubi), senza sprecare ulteriore territorio, e senza incidere nei costi sociali di urbanizzazione. Andando nella direzione, da noi condivisa, di distribuire a pioggia piccole possibilità edificatorie senza concentrarle in grossi insediamenti, come è successo in passato con il PRG, approvato dalla giunta Gallina, dove furono individuati insediamenti imponenti come quelli residenziali sull’area Eutekne, a Vedù e a Villa Perego, e industriali in diverse parti del territorio comunale. Evidentemente la necessità di visibilità in una campagna elettorale difficile ha prevalso in alcune considerazioni sul necessario buon senso, presentando un’immagine di questo movimento politico che stride e contrasta con quella che emerge in altre realtà comunali amministrate dagli uomini di Bossi: come dimenticare il massacro che si sta perpetrando su molti ettari di terreno nel comune di Calco, dove i capannoni crescono come funghi, snaturando una delle zone più pregevoli, sotto il profilo paesistico, dell’intero territorio? Purtroppo in questa come in altre circostanze si evidenzia l’impossibilità di coordinare uno sviluppo edilizio programmato a livello territoriale provinciale, e le stesse difficoltà incontrate dal Piano di Coordinamento Territoriale Provinciale lo dimostrano. Le esternazioni della Lega Nord di Merate, si uniscono a quelle di altri personaggi interessati alla campagna elettorale e quindi vanno giudicate per quello che sono, in gran parte delle dichiarazioni propagandistiche con finalità elettorali.
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