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LE TENDENZE DEL MERCATO
Nel mercato mobiliare ha ottenuto un ottimo successo il Btp decennale scadente il 15 settembre 2014, con cedola annua del 2,15%, pagata in due rate semestrali. Il titolo è stato offerto per un importo complessivo di 5000 milioni contro una richiesta di ben 11.500 milioni di euro, con un prezzo di 99,051, corrispondente ad un rendimento lordo del 2,264%. Interessante è costatare che tra i sottoscrittori (170 istituzionali) si contano il 47% di italiani e il 53% di stranieri, guidati dai francesi con il 17%, seguiti dagli inglesi con il 14% e dagli americani col 7%. Tra questi hanno prevalso gli investitori a lungo periodo, in particolare i fondi di investimento, 38%, le assicurazioni e i fondi pensione, 27%. Il rating di emissione è quello italiano: ‘Aa2’ per Moody’s e ‘Aa’ per S&p e Fitch. In merito ai rendimenti nelle ultime aste dei titoli di stato si sono riscontate tendenze contrapposte. Tra i titoli a breve termine le famiglie hanno preferito i Bot trimestrali, considerati il miglior rifugio per la liquidità indipendentemente dalla resa effettiva, mentre gli esperti hanno preferito i Bot annuali. I Btp sono stati appannaggio degli investitori tradizionali preoccupati da eventuali manovre della Banca Centrale, che potrebbe intervenire a breve alzando i tassi, e quindi incidendo negativamente nella resa dei titoli a lunga scadenza e a reddito fisso. La corsa ai Bot a tre mesi, 8324 milioni richiesti contro 4000 offerti, è stata accompagnata da un impercettibile rialzo del rendimento lordo, passato dall’1,97% di gennaio all’attuale 1,98%, concedendo un rendimento al netto di tasse e di commissioni del 1,31%: poco se raffrontato all’inflazione assestata a gennaio al 2,2%. Il Bot a un anno, richiesto per 16608 milioni e assegnato per 7000, ha registrato un rendimento inferiore al costo della vita, seppur in leggero aumento rispetto il mese precedente: il dato lordo è salito dal 2,069% al 2,09%, con un risultato netto pari a circa l’1,52%. In controtendenza e quindi in leggero calo i Btp quinquennali. Anche in questo caso la domanda ha superato l’offerta, 4715 milioni di euro contro 2000, e il rendimento lordo è sceso dal 3,31% di gennaio all’odierno 3,22%, con una diminuzione di nove centesimi. Identico trend per i Btp a 15 anni, richiesti per 3733 milioni contro un’offerta di 2000. Il rendimento lordo di questi titoli nel novembre del 2003 era stato del 4,89%, attestandosi nell’asta del 12 febbraio del 2004 al 4,65% al lordo di spese e tasse, con un prezzo d’aggiudicazione di 96,20. Nel mercato internazionale segnaliamo il buon risultato dei bond americani, in tendenza positiva, dopo i miglioramenti riscontrati già nel secondo semestre del 2003. Infatti, nell’ultima analisi proposta da Stndard&Poor’s sui rating attribuiti alle 500 società inserite nell’indice S&P500, ossia dei cambi in miglioramento, la proporzione rispetto al rating precedente è cresciuta dal 5,3% al 7,1% di un anno fa, mentre quella dei voti negativi è diminuita dal 31,7% al 29,1%, anche se va rilevato come il numero delle correzioni al ribasso è superiore rispetto a quelle al rialzo, e questo anche nel mercato generale delle società quotate.
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