Macchianera

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 27 dicembre 2003 - Anno 3 - Nr. 49

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DEMAGOGIA NATALIZIA

Sotto l'albero o accanto al presepe troveremo un altro dono, annunciato da Giuseppe Munaò, assessore forzista nella giunta comunale di Lomagna e membro del Direttivo provinciale di Forza Italia.
Una sorpresa inattesa: la riduzione delle imposte sui redditi più bassi.
Sarà proprio così? Lo speriamo, anche se può sembrare eccessivo esultare per una circostanza ancora in fase embrionale e quindi tutta da verificare.
Munaò, da solerte dirigente e attento politico, sostiene come, nonostante le indiscutibili difficoltà economiche nazionali ed internazionali susseguitesi negli ultimi due anni e mezzo, e il buco, ancora da dimostrare, lasciato dal governo precedente, guidato dalla sinistra, di 37.000 miliardi, l'esecutivo guidato da Berlusconi abbia mantenuto gli impegni assunti nel contratto siglato con gli italiani, dallo schermo di mamma Rai, nella trasmissione "Porta a Porta" condotta da Bruno Vespa.

E' impossibile tirare delle somme in un momento tanto confuso, dove il buco di una società privata come la Parmalat, potrebbe addirittura equivalere, nell'entità numerica, ad una manovra correttiva del bilancio dello Stato. Così com'è difficile considerare un regalo una manciata di euro risparmiati, anche se poco è meglio di niente.
L'obiettivo della riforma fiscale è ambizioso, consiste infatti nel diminuire le imposte sui redditi più bassi - manovra in parte attuata - e fissare un'aliquota massima pari al 33% - riduzione posticipata a tempi migliori - incentivando i contribuenti più danarosi a dichiarare tutti i redditi percepiti, senza occultare nulla, per poi usufruire del comodo e conveniente condono fiscale, con un perdono tombale divenuto regola proprio grazie alle decisioni dell'attuale governo.
E' comodo, facile ed utile ai fini propagandistici, parlare di riduzione della tassazione in un paese dove la ripresa stenta ad arrivare e i bilanci delle famiglie sono sempre più in rosso, dove è stata introdotta addirittura la depenalizzazione del reato di falso in bilancio. Una scelta molto contestata, destinata ad alimentare ulteriori polemiche, proprio a fronte della vicenda Parmalat, che offrirà l'opportunità di capire sino a che punto esisterà impunità per i colpevoli, se saranno accertate delle responsabilità oggettive (come tutti i risparmiatori attendono). 
Il dirigente forzista, nello svolgere il suo compito con diligenza, solerzia e senso del dovere, tanto per dimostrare una presenza pubblica che manca da tempo, propone un argomento d'effetto forse dimentico di una situazione generale difficile, dove da un lato le grandi aziende ottengono salvataggi in extremis e finanziamenti spropositati dagli istituti di credito, anche grazie al ricatto occupazionale, e dall'altro i piccoli imprenditori, devono combattere con le banche per mantenere i fidi a loro concessi, che di rinnovo in rinnovo diminuiscono proprio per sopperire ai buchi creatisi nei bilanci degli istituti provocati da finanziamenti azzardati e da operazioni discutibili. Penalizzando così proprio quello spirito imprenditoriale che è l'essenza del messaggio berlusconiano lanciato agli elettori alla nascita d Forza Italia, nel lontano anno 1994.
Il rappresentante di Forza Italia dimentica inoltre lo stato di precarietà in cui vivono gli anziani che usufruiscono delle pensioni minime, le difficoltà dei tanti lavoratori a reddito fisso che hanno fatto della rinuncia la propria ragion di vita, indipendentemente dalla riduzione dell'imposte. Ignora che a fronte della mancata concessione di sussidi ai più bisognosi, si rimborsano, come avviene in molte regioni governate dal centrodestra, le spese per le rette d'iscrizione alle scuole private, scelta condivisibile, ma non quando è concessa ai fruitori di redditi elevati. Forse ignora il disagio presente nel settore della sanità pubblica, il peso dei ticket per le tasche dei lavoratori e dei pensionati, il costo elevato dell'accoglienza nelle case di riposo e la difficoltà a trovare posti disponibili, dimostrando una parzialità e un'intempestività da biasimare.

Dario Meschi

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