|
IL POPOLO DEI VOYEUR
Nel 1996 Jennyfer Ringley, una ragazza normale, carina, bionda, esile e maliziosa decise di piazzare una webcam nella sua stanza da letto per essere spiata di giorno e di notte: rappresentò l'inizio di tante altre spregiudicate iniziative del genere, sino ad arrivare a trasmissioni discutibili come "il Grande Fratello" e "l'isola dei famosi". La ragazza fu spiata costantemente in tutte le attività quotidiane anche le più intime, dal sonno, all'amore all'utilizzo della toilette. Ora Jenny, un precursore di questo malcostume, ha staccato la spina chiudendo il suo sito, oscurando l'occhio indiscreto per sempre: si sarà stufata, avendo raggiunto il benessere economico o avrà riconsiderato l'importanza della propria intimità? All'inizio la ragazza addusse come motivazione della provocatoria iniziativa quella di contribuire ad "un'esperienza sociale in linea, una finestra su uno zoo umano virtuale", anche se era palese l'ammiccamento con gli erotomani: la ragazza nelle foto gratuite per i neofiti del sito si mostrava morbidamente nuda, sfilandosi languidamente le mutandine con atteggiamento ammiccante inequivocabile. Jennyfer diede inizio a questa triste stagione divenendo ricca e famosa. Inaugurò una fase particolare del voyeurismo, destinato a coinvolgere centinaia di ragazzi e ragazze, casalinghe e professioniste disposte ad offrirsi in rete senza rischi e per denaro. L'iniziativa assurse a fenomeno sociale di massa, inchiodando davanti allo schermo, da un continente all'altro, centinaia di milioni di persone. Le reti televisive si scatenarono alla ricerca d'audience, prevaricando i confini del buon gusto, e mettendo a nudo oltre alle parti anatomiche dei protagonisti le debolezze umane di molti destinati a vivere partecipando a delle realtà virtuali, di cattivo gusto e certamente poco educative. Cambiò per sempre la pornografia virtuale mettendo in risalto la voglia latente di spiare gli altri per ricercare una presunta normalità: si è passati velocemente dal buco della serratura, dalla finestra scrutata dal binocolo indagatore, dalla porta socchiusa e dai rumori dell'intimità, che fanno parte dell'immaginario erotico comune, allo spettacolo pubblico, alla convivenza dissacrante sino al lupanare, offerti a grandi e piccini pur di aumentare i telespettatori e vendere pubblicità. Cosa avrebbero detto i nostri nonni o i nostri padri solo vent'anni fa? Si sarebbero scandalizzati per un malcostume che toglie il piacere della scoperta, del corteggiamento, della curiosità e della naturale morbosità. Un tempo erano i paparazzi a spiare i personaggi alla moda, a catturare la notizia, a scoprire la tresca, ora il mondo è diventato Grande Fratello, dove si sentono scemenze d'ogni tipo e dove il pudore, l'educazione e l'intimità persa ed umiliata riconquistano terreno, divenendo per gli altri, i normali, dei valori ancora insostituibili, quasi più importanti di quanto erano considerato in passato. Nell'immenso mare della pornografia virtuale esiste una grande varietà di offerta con cam nascoste ovunque, nei bagni, nelle saune, nelle alcove e persino nei collegi femminili. Esistono anche i 'creativi' che propongono collegamenti in diretta, senza veli, con questure, prigioni, persino nelle scuole. Si tentano ragazze rimorchiate per strada, inducendole ad avere prestazioni tutt'altro che pudiche riprese da telecamere inserite negli occhiali, nel tentativo, tutto da dimostrare, di una voglia sfrenata di sesso e di trasgressione, palesati, magari, solo dopo una trattativa poco onorevole, dal compenso. Il malcostume imperversa, toglie poesia all'amore, alla conquista, alla tenerezza e alla passione, inducendo molti a rimpiangere il tempo che fu, forse è vero il detto spesso abusato: si stava meglio quando si stava peggio!
|