L'editoriale

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 27 dicembre 2003 - Anno 3 - Nr. 49

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E' ARRIVATO BABBO NATALE

Anche quest'anno è arrivato Babbo Natale.
L'assessore allo sport, Andrea Colombo, nei panni del simpatico personaggio, nell'attesa di annunciare la propria candidatura a sindaco alla guida di Merate al Centro, ha indossato i panni di Babbo Natale per portare qualche dono alle associazioni sportive, dando un inizio tangibile, soldoni alla mano, alla campagna elettorale che lo vedrà tra i protagonisti.
Le sovvenzioni, già annunciate all'inizio dell'anno - è mancata pertanto la sorpresa - sono state confermate ed integrate dopo l'esplicita richiesta di alcune tra le associazioni sportive presenti in città.
Un'elargizione dovuta - non ci stancheremo mai di sostenere la necessità di aumentare ancor di più i contributi concessi per le attività sportive e per quelle culturali - che si propone come consuetudine ogni anno, dimostrando l'attenzione degli amministratori, forse più attenti in questi momenti pre-elettorali alle esigenze delle tante realtà rispetto ad altre occasioni.
La macchina elettorale, seppur lentamente, si sta muovendo.
Nell'ambito dell'attuale maggioranza sembra ormai confermata la candidatura di Colombo, destinato ad occupare l'ambita poltrona, nel segno della continuità con l'opera svolta, criticata o ammirata, del suo predecessore Dario Perego, destinato ad affiancarlo, guidarlo, incoraggiarlo e spronarlo verso il nuovo cammino. Sembrano fugate altre possibilità di candidature alternative e il gruppo in questo momento si dimostra unito e coeso tanto da non far presagire possibili sorprese.

Giocano a favore dell'assessore diverse circostanze che lo destinano alla futura e ambita responsabilità: l'esperienza acquisita in tanti anni di presenza in politica e nella giunta municipale, la capacità di mediazione e il modo disponibile e allo stesso tempo risoluto di proporsi, dimostrandosi capace, di fronte alle difficoltà di percorso, della necessaria determinazione. L'assessore ha saputo gestire per anni i rapporti non facili con i commercianti cittadini, muovendosi con abilità e passione nell'ambito degli ambienti sportivi, facendosi, inoltre, fatto decisivo, ben volere nelle parrocchie e nell'ambito delle associazioni, tanto da far presupporre una notevole capacità d'attrazione dei consensi. Forse non dispone d'oratoria illuminata, come alcuni sostengono. Altri non lo ritengono sufficientemente carismatico, anche se nell'amministrazione quotidiana spesso contano di più il buon senso, la praticità e l'esperienza delle dotte e altisonanti parole. Se sarà eletto, come le previsioni fanno presupporre, una volta entrato nell'arena, disporrà dell'occasione per confermare o smentire le attese, sicuro però di non essere solo, ma parte di un gruppo già collaudato. Solo in questo momento dovrà emergere il temperamento necessario per non divenire una pedina della volontà altrui, ma un uomo deciso e capace di assumere in proprio le responsabilità di governo.

Il candidato laico Aldo Castelli, invece centellina la sua presenza pubblica. Si palesa in rare occasioni concedendo sporadiche interviste o agli appuntamenti pubblici del gruppo costituendo, evitando polemiche e preferendo, non si capisce con quale utilità, una linea morbida di basso profilo giudicata eccessiva e pericolosa. Tutto questo è l'esatto contrario di quanto continua a fare Battista Albani, uno tra i possibili candidati del centrosinistra, certamente il più attivo e dinamico. Proprio l'attivismo che sta dimostrando lo porta ad essere individuato come il candidato più probabile e più motivato. Una candidatura certamente meritata per l'attaccamento dimostrato, quasi una fede, alla bandiera d'appartenenza. Anche il centrosinistra, se escludiamo la presenza ripetuta del consigliere provinciale, qualche comunicato del portavoce Anna Maria Vicini, o del segretario dei Ds, sonnecchia: tra un pisolino e l'altro il tempo passa e la possibilità di affermarsi si allontana sempre più.
Così facendo la campagna elettorale sarà destinata a celebrare il trionfo della maggioranza uscente e la sconfitta delle altre forze, addirittura incapaci di presentarsi e confrontarsi con la necessaria determinazione all'appuntamento elettorale.

Dario Meschi

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