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NON ABBASSARE LA GUARDIA
La proposta di una gestione comune dell'ospedale di Merate dell'assessore regionale alla Sanità Carlo Borsani, avanzata in un recente incontro a Milano alla presenza di alcuni sindaci del territorio, avente come partner la Regione, con una quota del 51% e i comuni del territorio con il restante 49%, è destinata a far discutere, arricchendo il dibattito e il confronto politico su un tema di grande attualità. Nel merito si registrano sia dichiarazioni di esplicita soddisfazione, come quella espressa del sindaco di Merate Dario Perego, sia altre di segno opposto o di comprensibile cautela da parte di altri sindaci. La 'provocazione' di Borsani ha colto di sorpresa i rappresentanti dell'assemblea provinciale dei sindaci, anche se questa non era l'unica possibilità avanzata, ma soltanto una delle varie proposte: tra le soluzioni ipotizzate vi è quella della costituzione di una fondazione, tornando alla soluzione ventilata dall'onorevole Lupi, oppure quella della costituzione di una società per azioni. L'intenzione di cedere la quota di minoranza del pacchetto di controllo, indipendentemente dal tipo di soluzione che sarà attuata, apre nuovi spazi a possibili interventi di gruppi privati interessati al business.
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Nell'attesa che siano precisate le diverse possibilità operative, si è aperta la riflessione nella consapevolezza che una parte della responsabilità decisionale ed economica sarà trasferita ad un socio minoritario, per il momento non definito. Alla luce dei bilanci attuali non si capisce quale possa essere l'interesse di imprenditori privati nella partecipazione ad una gestione destinata a produrre solamente perdite, né tanto meno, le motivazioni che dovrebbero indurre i comuni ad intervenire come minoranza, seppur qualificata, in un meccanismo perverso, destinato ad appesantire i bilanci delle singole amministrazioni comunali. La manovra sembrerebbe invece destinata ad alleggerire la spesa per le casse regionali, profittando di quelle delle singole municipalità, attratte dalla possibilità, tutta da verificare, di poter influire nelle scelte. Gli unici imprenditori pronti ad aderire, ma solo in prospettiva di profitti certi, potrebbero essere mossi dalla volontà di perseguire, seppur in tempo medio lungo, alla privatizzazione o all'istituzione di una fondazione, garantendosi spazi operativi certi e utili adeguati. Sono comprensibili quindi le perplessità avanzate dal capogruppo provinciale dei Ds, Ambrogio Sala, che parla provocatoriamente di "trucco", cercando di svelarne il segreto, motivando questa forte affermazione con la volontà della Regione di scaricare sugli sprovveduti amministratori locali il 49% dell'attuale debito di 3,250 milioni di euro, continuando a controllare a proprio piacimento la sanità regionale e quella meratese in particolare. Inoltre Sala ipotizza, malignamente, la possibilità, una volta iniziata la privatizzazione, della cessione delle quote alla Compagnia delle Opere, con sommo gaudio - così si esprime - dei Ciellini, come Perego, Boscagli e Formigoni. Una prospettiva, secondo il rappresentante dei Ds, poco gradita ai cittadini che, secondo un sondaggio commissionato dal suo partito, tramite la società SWG, sarebbero contrari alla privatizzazione degli ospedali con una percentuale del 60%. In questa fase è difficile, se non per interessi politici di parte, assumere una posizione precisa schierandosi da una parte o dall'altra nella valutazione di un'opportunità riguardante la questione ospedaliera. Giusto sarebbe, a nostro parere, riflettere sul futuro della gestione della sanità pubblica, con attenzione e prudenza, leggendo attentamente i numeri contenuti nei bilanci in una visione prospettica che consenta di giungere ad una soluzione sicura e accettabile. Nell'attesa che questo accada, purché esistano i tempi tecnici necessari per trovare la soluzione, valutando le singole proposte operative, non bisognerà abbassare la guardia, in quanto è in gioco la difesa di una struttura ospedaliera importante ed insostituibile per il territorio di questa parte di provincia, ma anche di altre e non meno importanti strutture, sparse nell'intera realtà regionale.
Dario Meschi
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