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AUGURI
Si sta ormai concludendo l'anno 2003. Si respira un po' ovunque il clima natalizio, la gioia di fare e ricevere regali, il desiderio di una pausa da dedicare alla famiglia, agli affetti più cari, alle riflessioni personali e agli auguri. E' un momento importante: l'Italia sta ultimando il periodo di presidenza europea, il governo è alle prese con la finanziaria, i politici si apprestano ad affrontare un periodo di riposo (meritato?) prima di riprendere l'attività che si preannuncia impegnativa nell'attesa delle elezioni amministrative e di quelle europee. Nel Paese, a Roma, come a Milano, in provincia e nelle nostre realtà locali, ci si appresta ad affrontare la serenità di questo momento, con la festa religiosa più amata e sentita da grandi e piccini, dedicata alla Natività e alla tradizione che porterà con sè doni e occasioni d'incontro e di riunione conviviale. Il Natale e la fine dell'anno dovrebbero rappresentare un momento d'unione, di fratellanza, di solidarietà e di speranza, non limitandosi come spesso accade, ad una celebrazione consumistica privata di valori. E' anche il momento di bilanci, di consuntivi e di buoni proponimenti.
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La nostra speranza e il nostro migliore augurio è che ognuno trovi il tempo per vivere un momento di pausa e di serenità, non dimenticando i meno fortunati, le persone che soffrono per malattie e povertà, gli anziani soli e tutti coloro che hanno perso il desiderio e la gioia di vivere. In presenza di ricorrenze importanti come questa è facile lasciarsi andare alla facile retorica, scrivendo qualche frase di rito o d'effetto. Non vorremmo dimostrarci né banali, né troppo accomodanti o eccessivamente bendisposti, recitando un ruolo che non apprezziamo e non ci appartiene: preferiamo pungere, schiaffeggiare e colpire di fioretto, denunciando malefatte e in qualche occasione meriti, non potendoci esimere dal farlo nemmeno in quest'occasione. Auguriamo ai futuri candidati sindaci, quelli già noti e confermati e agli altri - ancora misteriosi - di cominciare a proporsi pubblicamente, confrontandosi con i cittadini, diversamente destinati a non riprendersi dal torpore in cui versano, sui fatti concreti, per risolvere i problemi più impellenti, contribuendo inoltre a tracciare un futuro che rispetti l'ambiente, la natura, i bambini e gli anziani, i più deboli e gli indifesi migliorando la qualità dei servizi e della vita. Ai sindaci in carica, ritrovata un'unità d'intenti, di esprimere la massima determinazione per difendere con rinnovata energia l'autonomia e l'efficienza dell'ospedale di Merate, divenendo i tutori di un'istituzione insostituibile, rinunciando a percorrere le strade impervie e pericolose della cementificazione selvaggia e dei piani regolatori troppi permissivi. Vorremmo immaginare una realtà territoriale unita, dove le amministrazioni comunali collaborino una accanto all'altra, per rimediare alle tante malefatte giustificate dal progresso e dalla necessità di sviluppo. Alle famiglie auguriamo di ritrovare unità ed armonia non emarginando gli anziani e dedicando la massima attenzione ai figli. A tutti coloro che ricoprono incarichi di rilievo nell'amministrazione pubblica, negli uffici, nelle attività commerciali e professionali di rilanciare professionalità e disponibilità, dimostrando uno spirito di servizio, che purtroppo viene troppo spesso dimenticato. Al popolo italiano di rifuggire dalle divisioni politiche e da giudizi preconcetti, per giungere ad un effettivo rilancio del concetto d'appartenenza alla nazione, imparando ad accettare la convivenza, anche quella dei tanti immigrati, divenuti preziosa risorsa umana. Un augurio particolare ai nostri lettori, a coloro che abbiamo criticato, ai colleghi giornalisti, chiamati ad esercitare una missione difficile e di responsabilità. Un augurio, infine, alle persone comuni, quelle che non fanno notizia, impegnate ad apparecchiare la tavola natalizia, imbandendola nell'attesa di un Natale che ricordi quello di tanti anni fa: povero di regali spesso superflui, ma ricco di buoni sentimenti.
Dario Meschi
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