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Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 6 dicembre 2003 - Anno 3 - Nr. 46

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LA FUGA DAL SUD

Fuggire dalla miseria dal sud del mondo per raggiungere l'occidente significa spesso affrontare disagi indicibili ma anche morire. Un ragazzo africano di sedici anni è morto di freddo nel carrello di un aereo in volo verso la Francia. Il pilota se n'era accorto ma ha proseguito la sua corsa, confermando il destino crudele di molti clandestini. Si muore nelle acque del canale di Sicilia per arrivare a Lampedusa, si muore per fuggire da Brazzaville e per arrivare a Parigi: è difficile scappare dal "sud" e dalla miseria.
Dopo la strage di somali nelle acque del Mediterraneo, ecco un'altra terribile notizia. Sembra impossibile che un ragazzo possa morire nel vano di un carrello di un Airbus A330 Air France in volo verso la Francia, anche se non sarà l'unico caso drammatico a tormentare le coscienze. Come si sentirà il pilota dell'aereo che sapeva e ha tirato diritto, quando dopo un'ora dal decollo è stato avvertito della presenza di un clandestino di colore sull'aereo, decidendo di proseguire il viaggio verso la capitale francese, dove dopo otto ore il ragazzo è stato trovato morto congelato? Si poteva salvare? I colleghi hanno preso le difese del pilota. Quando ha ricevuto l'allarme era a nove mila metri di quota e la temperatura esterna era di 55 gradi sottozero: probabilmente il giovane era già morto. Ma se fosse stato ancora vivo?

La Lega dei diritti dell'uomo ha reclamato un'inchiesta. Ci si chiede se davvero non c'era altra soluzione che proseguire il viaggio sentenziando una sicura condanna a morte. Secondo un pilota il comandante avrebbe potuto scendere ad una quota più bassa dove l'aria era più calda e rientrare all'aeroporto di partenza o allo scalo più vicino, invece ha preferito andare avanti. Le statistiche danno ragione al pilota. Ogni tanto nella zona circostante l'aeroporto parigino cadono dai carrelli degli aerei in atterraggio dei corpi congelati di clandestini che avevano sfidato la sorte. Ma qualche miracolato c'è stato: due anni fa un tahitiano sbarcò sano e salvo a Los Angeles dopo sette ore di viaggio su un Boeing Air France. L'accaduto ha riportato all'attualità il dramma d'intere popolazioni, destinate ad abbandonare i paesi d'origine per garantirsi una vita dignitosa o perlomeno la sopravvivenza. Un dubbio aleggia: se il passeggero fosse stato un ragazzo bianco, il pilota avrebbe proseguito lo stesso il viaggio eseguendo una sentenza capitale?
In Francia è montata la polemica e vi è stata la presa di posizione della paladina dei diritti umani, Calixthe Beyala, scrittrice camerunese di successo, animatrice del "Collectif ègalitè" che denunciando la discriminazione dei neri in Francia ha augurato l'arrivo di una Condoleezza all'Eliseo. Sarà possibile in questo nobile paese dove almeno sulla carta sono garantiti tutti i diritti agli stranieri?
La scrittrice offre un quadro drammatico e catastrofico della situazione francese sostenendo che l'unica possibilità per i bambini di colore in Francia è quella di diventare, se fortunati, musicisti o calciatori, o in caso diverso spacciatori. Sostiene, infatti: " ...in Francia non ci sono razzisti nella vita di tutti i giorni", ma l'integrazione è ancora molto lontana, offrendo un giudizio molto duro e nel frattempo inquietante.

 

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