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ESITO SCONTATO?
La campagna elettorale meratese sonnecchia nell’attesa delle feste natalizie e del nuovo anno. Poca l’attività pubblica, poche le indiscrezioni, nessuna novità di particolare interesse. La competizione per la vittoria finale sarà combattuta, salvo imprevisti, da tre liste contrapposte: Merate al Centro, la maggioranza uscente, alle prese con la difficile successione Perego, anche se il sindaco a fine mandato, sarà della partita, presente tra i nominativi dei candidati consiglieri, destinato a mantenere il ruolo di traghettatore e di gran tessitore all’interno del gruppo. Merate per Tutti – Centrosinistra che sta compattando i ranghi, unendo tutte le componenti del centrosinistra per proporre un gruppo unito con l’adesione di tutti i partiti, dal più piccolo al più grande, Ds compresi, dimostrando la capacità, la tenacia e l’esperienza di cui dispone, evitando fughe verso il terzo raggruppamento guidato da Aldo Castelli. Il primo candidato ufficiale, che ha calato la maschera presentandosi pubblicamente con un programma elettorale fondato sul miglioramento dei servizi e della qualità della vita. Merate Futura dopo l’ultima assemblea pubblica, tenuta nella sala civica comunale alcune settimane fa, e dopo la presentazione del suo programma, già discusso e contrastato dagli oppositori per il presunto basso profilo della proposta, si trova ad affrontare il momento più critico nel cammino verso l’appuntamento elettorale. Oltre a dimostrare una certa difficoltà nella raccolta d’adesioni non targate Psi, sembra non avere la capacità di attrarre consenso in tutte le altre direzioni, perdendo addirittura delle pedine importanti strada facendo. Questa lista, condotta da un candidato laico, destinato a confrontarsi quasi certamente con due concorrenti, espressione della vecchia Dc, per potersi battere con pari possibilità contro gli avversari, dovrà, al contrario dei contendenti, candidare uomini di adeguata esperienza politica e risolvere pubblicamente alcuni interrogativi.
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Dovrà chiarire la propria posizione ufficiale sulla gestione urbanistica comunale e su quella provinciale contenuta nel PTCP, quindi esprimere un parere di merito sul piano regolatore che sarà presentato a giorni, grazie alla gestione di Romualdo Demontis, attuale assessore all’urbanistica nella giunta Perego, destinato a ricoprire lo stesso incarico al fianco di Castelli in caso di vittoria. Non potrà, quindi, non affrontare l’aspetto della gestione di questo strumento, riconoscendo inoltre all’attuale maggioranza meriti o demeriti. Non potrà esimersi dal dichiarare la politica che sarà introdotta nella gestione delle grandi opere pubbliche in fase di realizzazione, e dei parcheggi. Sarà interessante comprendere come potrà essere, secondo il binomio Castelli-Demontis, la città futura: il paesotto che conosciamo sottoposto a lifting, o la città, destinata, per il numero d’abitanti superiore alla fatidica soglia dei 15.000 e per le nuove infrastrutture da realizzare, a ricoprire un ruolo di riferimento politico e amministrativo? A proposito di personaggi, annunciati come vicini alla nuova realtà civica, si segnala la posizione critica del libraio, l’ex consigliere comunale Tommaso Meschi, dapprima annunciato, seppur con discrezione, come prossimo candidato e possibile assessore in caso d’affermazione, assente all’ultimo incontro pubblico e in contrasto con la linea di condotta di Castelli, giudicata troppo soft e priva di un’adeguata strategia politica. Secondo l’ex segretario della federazione provinciale del Pci e dirigente sindacale, Castelli avrebbe dovuto cercare un accordo con le realtà organizzate del centrosinistra, quindi in particolar modo con i popolari e i diessini, patteggiare sino a formare un’alleanza capace di unire tutto il centrosinistra, raccogliendo inoltre i delusi e gli scontenti del centrodestra. Approfittando anche delle difficoltà della maggioranza uscente derivanti dal tormentato andamento dei lavori sull’area Cazzaniga e in Piazza degli Eroi. Diversamente il primo candidato ufficiale sarebbe destinato ad un ruolo marginale e sicuramente perdente: Castelli è giudicato da molti troppo etereo e pindarico, lontano dalla realtà e dalla quotidiana, incapace di interpretare le necessità e il pensiero dei cittadini, poco incline al rapporto umano socializzante, dimentico, in questo caso, della forza degli avversari, capaci di muovere associazioni, parrocchie, oratori, conoscenze, inaugurando con tempismo perfetto le opere pubbliche minori eseguite nelle frazioni.
Dario Meschi
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