Sotto la lente

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 25 ottobre 2003 - Anno 3 - Nr. 40

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IL TESORO DELLA POLITICA

Il Giornale di Merate, martedì 23 settembre 2003, ha pubblicato un'inchiesta interessante, meritevole di essere riproposta e commentata, riguardante i compensi d'oro degli amministratori, accentrando l'attenzione sul Comune e la Provincia di Lecco, e le varie aziende a controllo pubblico: riproponiamo l'intera pagina ringraziando il direttore Angelo Baiguini per averla gentilmente fornita.
La giornalista, Franca Gerosa, si poneva una domanda dal sapore chiaramente retorico. Si chiedeva, infatti, quale fosse la motivazione che spinge decine e decine di lecchesi ad occuparsi di politica o a legarsi a doppio filo con i suoi rappresentanti, per entrare in una Giunta, anziché in un Consiglio d'amministrazione o nei Collegi dei Revisori dei conti delle diverse società amministrate dalla politica: se per passione e idealità, o solo per denaro. Metteva in risalto come la presenza per impegni istituzionali, quantificabile in poche ore annue, consente di incassare uno stipendio di tutto rispetto. La spartizione del tesoro è equamente suddivisa tra le forze politiche in base alla poltrona occupata e al ruolo svolto.
Il bottino premia maggiormente i partiti del centrodestra, ma non scontenta gli altri. Basta una somma frettolosa per appurare quanto ogni partito, o suo rappresentante incassino, anche in periodi di crisi economica.
Il primo posto assoluto, per l'ammontare degli importi incassati, nell'hit parade è occupato dalla Lega Nord con oltre i 500.000 euro, seguita da Forza Italia con più di 400.000, dalla Margherita con circa 350.000, dai Ds con 274.000, dai poveri ex missini con 118.000, e con i resti divisi tra Sdi, lista Di Pietro e raggruppamenti eterogenei di centrodestra e centrosinistra.


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Nelle somme indicate non compaiono i gettoni di presenza, quantificati in base al numero delle sedute alle quali si partecipa, i compensi per la presenza nel Consigli d'amministrazione del Casinò di Campione, della Camera di Commercio e quelli milionari degli eletti nella Regione Lombardia.
Una torta da dividere, escludendo gli stipendi dei consiglieri regionali, di oltre due milioni di euro l'anno. Una bella sommetta che pone qualche riflessione sulle motivazioni politiche, morali ed etiche che attraggono verso quest'industria della parola che paga ottimi stipendi a fronte di prestazioni, della cui qualità ognuno potrebbe ridire. Spesso si parla in modo qualunquistico di radicamento nel territorio di questo o di quel partito.  Generalmente la maggiore attenzione critica è rivolta ai partiti di nuova costituzione o a quelli che hanno subito forti trasformazioni.
Tra questi, Forza Italia è il maggior imputato per la mancanza di strutture periferiche e di uomini di riferimento, ma non si considera un fatto importante. La presenza e l'importanza di ciascun partito derivano dal potere di cui lo stesso dispone: è proprio l'esercizio di questo potere che consente di attrarre simpatie più o meno disinteressate. Questo non significa necessariamente che chi si occupa della pubblica amministrazione lo faccia, solo, per interesse personale o per accattivarsi la simpatia altrui. Esistono certamente esempi e comportamenti illuminati, valori e tradizioni rispettabili che testimoniano l'esatto contrario, anche se è palpabile la caduta di stile e di tono in molti attori della politica. 
Il dubbio rimane: il radicamento sarà solo il risultato di una gestione lecitamente clientelare della cosa pubblica, o il frutto del lavoro oscuro d'iscritti e attivisti non a libro paga?
L'articolista del settimanale cittadino concludeva l'intervento con un'amara considerazione, questa: "Ma comunque, mentre il caro prezzi sale alle stelle e sempre più famiglie hanno difficoltà ad arrivare alla fine del mese, certi importi fanno davvero rabbrividire…. "
Noi riprendiamo, invece, la dichiarazione rilasciata, in una recente intervista, dal consigliere provinciale, il popolare Battista Albani, che così recitava, riferendosi alla realtà meratese: "Come prima cosa bisogna bloccare la cementificazione della città. E' l'unico modo per non snaturare Merate. Bisogna evitare opere faraoniche, ridurre i compensi degli amministratori, evitare commistioni tra politica e affari, operare per una maggiore equità fiscale, dare spazio alle realtà di volontariato e valorizzare la scuola che è stata trascurata in modo drammatico…".
Conoscendo Albani non abbiamo dubbi sulle motivazioni etiche che lo hanno indotto a far politica per tanti anni, però vorremmo ricordargli la facilità nel proporre la diminuzione dei compensi altrui e la difficoltà di rinunciare ai propri: alle parole dovrebbero conseguire i fatti!
Non solo, in tema di gestione urbanistica, è comodo, facile e amorale per l'ex assessore, parlare di cementificazione dopo averla favorita con la propria adesione entusiasta alle scelte, comodamente seduto e retribuito nella stanza dei bottoni…. non in una merceria.

Dario Meschi

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