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I RAPPORTI AMOROSI NELL'ILLINOIS
Il governatore dell'Illinois ha apposto la sua firma su un decreto legge che regola l'andamento dei rapporti intimi amorosi. Potrebbe sembrare una barzelletta, ma non lo è: è l'ultima novità introdotta nel meccanismo perbenista, benintenzionato, bigotto e grottesco che negli Stati Uniti pretende di disciplinare minuziosamente i comportanti sessuali. Ma, è anche l'epilogo di una storia seria e vera che ha portato in galera un minorenne californiano, modificando i destini soprattutto femminili sospesi tra accettazione e partecipazione, disperazione e pubblico risarcimento. D'ora in poi è considerato stupro anche un rapporto cominciato con il consenso di entrambi ma continuato dopo che lei, durante, ha cambiato idea. Finora il diniego andava espresso preventivamente e non durante le effusioni amorose, e la vittima di una spregevole violenza doveva dimostrare davanti al giudice di aver sufficientemente difeso il proprio onore.
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Adesso le scappatoie processuali si riducono, in cambio però qualunque congiungimento, con tentennamenti o pentimenti postumi, rischia di essere ascritto d'ufficio come reato di molestie e violenze carnali. Una decisione che complica ancor più una vicenda che da una parte deve difendere la donna da ogni tipo di violenza o sopruso, e dall'altra dovrebbe garantire all'uomo, non violento ma conquistatore e se vogliamo un poco libertino una serenità che diversamente potrebbe minare la qualità delle sue prestazioni. L'argomento non consente della facile ironia, ma così come affrontato, oltreoceano potrebbe provocare storture, aberrazioni ed esagerazioni perfino aberranti: non esiste professore che riceva una studentessa senza mantenere la porta dell'aula rigorosamente aperta, dando spazio a molta letteratura, anche satirica, che denuncia questo ipergarantismo ottuso e paralizzante poco efficace contro i veri stupratori. In Illinois hanno modificato le leggi antistupro a sacrosanta difesa delle vittime, anche per evitare penose e costose procedure giudiziarie, evitando così il clamore, l'umiliazione e la vergogna inflitte in California al giovane teenager che non interruppe il rapporto consensuale, già iniziato, quando la sua ragazzina pronunciò: "adesso basta". Il giovane fu dichiarato innocente in primo grado, colpevole in appello, e costretto in riformatorio per quel focoso fraintendimento verbale. Diverrà opportuno, da quelle parti, farsi rilasciare un consenso scritto prima e durante ogni intimità, controfirmato possibilmente su carta legale. Addirittura bisognerebbe brevettare un cronometro che dimostri i tempi d'interruzione in caso di ripensamento, per accertare la buona volontà e la velocità nel rispetto della legge, evitando così di comparire nelle aule dei tribunali. La situazione è certamente meno drammatica a casa nostra dove l'italico spiritaccio libertino, ridimensiona certi eccessi legislativi, con sentenze meno cruente sulle palpatine dei glutei. Come non compiangere un paese così satollo e bigotto da non aver meglio da fare che puntualizzare e contrattualizzare le mille privatissime varianti dell'eros, nella speranza che un atto esecrabile come lo stupro sia affrontato con la massima serietà e la dovuta severità, evitando eccessi e regole ragionieristiche.
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