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LE ESTERNAZIONI DI MASSIRONI
Andrea Massironi, nella recente intervista rilasciata al Giornale di Merate, ha sgombrato il campo da ogni dubbio, dichiarandosi sostenitore della candidatura a sindaco di Andrea Colombo, con parole tanto chiare da non lasciare spazio a nessuna perplessità. Ha anche definito, forse riferendosi ad un nostro articolo pubblicato la scorsa settimana, l'annuncio della sua candidatura in antitesi a quella di Colombo come la migliore barzelletta dell'estate, dopo il libro di Totti. Ha anche espresso la volontà di riproporsi nella lista dell'attuale maggioranza di Merate al Centro, confermando il desiderio del gruppo uscente di evitare apparentanti con i partiti politici, anche quelli del centrodestra, al quale aderiscono alcuni suoi rappresentanti, conservando la connotazione di raggruppamento civico. Non vogliamo dubitare delle parole e della buona fede dell'assessore ai lavori pubblici, anche se in politica le cose possono cambiare improvvisamente e le certezze d'oggi possono essere smentite domani.
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Ormai le elezioni si avvicinano ed è tempo di ufficializzare le liste ed i candidati, per iniziare il confronto programmatico e contendere la simpatia degli elettori. Generalmente la convinzione di chi fa politica è quella di scoprire le carte all'ultimo minuto mantenendo segrete le manovre per spiazzare gli avversari. Ma in questo caso la situazione è diversa. Merate al Centro si porrà al giudizio degli elettori dopo una lunga gestione del potere. Potrà contare sul lavoro svolto, sulle scelte compiute, sul radicamento ottenuto e sull'immagine più o meno carismatica dei suoi rappresentanti. Non potrà contare però sull'effetto spettacolare derivante dall'inaugurazione delle opere pubbliche in corso di realizzazione (si fa per dire), com'era successo in passato. E' nota la situazione di stallo dei cantieri, quello di riqualificazione dell'area Monsignor Basilico e l'altro, quello della ristrutturazione del palazzo municipale di Piazza degli Eroi per la realizzazione del Centro Policulturale. Il cantiere di Via Cazzaniga rappresenta un vero e proprio tormentone per l'amministrazione. Si è infatti accumulato un ritardo di oltre due anni e mezzo rispetto alla data prevista per la consegna delle opere. I lavori sono sospesi. Esiste un contenzioso milionario, in euro, per varianti e contestazioni tutte da verificare e concordare. Gli amministratori, il sindaco in prima persona e lo stesso assessore Massironi, hanno in tempi diversi rassicurato la cittadinanza annunciando l'ultimazione in date diverse, tutte clamorosamente disattese. Proprio prima delle vacanze l'assessore ai lavori pubblici espresse parole dal contenuto perentorio, come quelle pronunciate nella recente intervista, senza ottenere esito alcuno. I lavori nel Palazzo Tettamanti sono partiti male e sembrano proseguire peggio. Il walzer dei subappalti non giova certamente ad un'ottimistica previsione per il futuro. Nel merito è evidentemente forzato addebitare responsabilità a Perego e ai suoi collaboratori: il sistema degli appalti pubblici crea situazioni incontrollabili, togliendo la possibilità di scegliere l'interlocutore più idoneo. Ciò non toglie che per sgomberare il campo da dubbi e fraintendimenti che il sindaco o il fido assessore dovranno relazionare con chiarezza su tali vicende, spiegando anche se era possibile, come alcuno sostiene, evitare per lo meno la deleteria possibilità di effettuare dei subappalti. Indipendentemente da chi guiderà la compagine di Merate al Centro, il confronto tra le forze sarà duro e mancherà inoltre l'effetto traino derivante dalle inaugurazioni, ormai impossibili: la vittoria si misurerà sul filo di lana, ed ogni voto sarà decisivo, come mai prima d'ora.
Dario Meschi
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