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PEREGO CONTRO TUTTI
I rapporti tra il sindaco di Merate, Dario Perego e i colleghi dei comuni che aderiscono quali soci di minoranza nella società Ecosystem sono tesi, al limite di una possibile rottura. Non fanno presagire nulla di buono e sembrerebbero addirittura destinati a peggiorare nonostante la difficile mediazione svolta dal presidente Antonio Conrater. La società che gestisce la rete di distribuzione dell’acqua nei comuni di Merate, Cernusco, Osnago, Montevecchia e Verderio Inferiore e Superiore è saldamente controllata dall’amministrazione comunale meratese, socio di maggioranza sin dai tempi della costituzione dell’allora Acquedotto Consorziale che raggruppava solamente i comuni di Merate, Cernusco e Montevecchia. Gli altri comuni, entrati successivamente nel sodalizio, partecipano unitamente alla preesistente minoranza, con un ruolo minore di basso profilo nella gestione, soffrendo dell’impossibilità di incidere nelle scelte aziendali presenti e future. Il consiglio d’amministrazione della società sarà chiamato ad assumere importanti decisioni, in merito alla presenza dell’azienda nel settore della distribuzione del gas metano, dell’allargamento del numero dei comuni presenti nel consorzio, dell’incorporazione degli altri Consorzi presenti nei comuni limitrofi ed alle strategie generali che andranno determinate per rendere sempre più competitivi i servizi. Il fatto che ha esasperato le polemiche, scaturito dalla cessione da parte del comune di Merate all’Ecosystem delle reti di fognatura, altro non è che un pretesto per allargare il confronto tra i comuni rappresentati per addivenire ad una gestione collegiale della società.
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Il problema è evidentemente politico. La città di Merate è governata da una maggioranza di centro legata in qualche misura ai partiti dell’area governativa, gli altri comuni sono retti da amministrazioni riconducibili all’Ulivo. In passato i rapporti tra maggioranza e minoranza non erano conflittuali, in considerazione che tutti i comuni del territorio erano amministrati da maggioranze democristiane e pertanto esisteva un’unica possibile strategia. Il solo scontro poteva nascere sulla scelta degli uomini chiamati all’assunzione dei ruoli direttivi nell’ambito del Consorzio. Quindi una rivalità tra personalità della stessa area politica e un’unica linea sulla determinazione delle scelte da adottare. Ora il clima è diverso. Esiste una conflittualità permanente che porta a polemiche comprensibili ma non sempre condivisibili legate agli interessi di bandiera più che a quelli societari. Il conflitto esiste, eccome, e necessita l’individuazione di un metodo di lavoro che offra l’opportunità a tutti i soci di partecipare e confrontarsi sulle possibili scelte. Evidentemente il sindaco Perego, uomo del centro destra, tra i tanti colleghi del centrosinistra, non intende rinunciare ad una posizione di potere incontrastato. Del resto non s’è mai visto in politica che chi dispone di maggioranze più o meno qualificate rinunci all’esercizio del proprio ruolo egemone, così com’è comprensibile, seppur non sempre giustificabile, che i rappresentanti delle minoranze reclamino maggiori poteri decisionali pur sapendo di lottare contro i mulini a vento. Evidentemente esiste anche la necessità di rafforzare e compattare il gruppo per non creare frammentazioni e togliere forza e vigore agli obiettivi societari. La presidenza della società è stata affidata ad Antonio Conrater, ex sindaco di Cernusco, uomo di area, cultura e tradizione democristiana, poco schierato in passato, ora espressione di Forza Italia. Un personaggio dotato della necessaria capacità di mediazione che nello specifico poco potrà fare per favorire un punto d’incontro, tra i contendenti, difficile da raggiungere. Il rischio è che si debbano rimandare tutte le decisioni circa il futuro dell’azienda a tempi migliori, in altre parole a dopo lo svolgimento delle elezioni amministrative della prossima primavera, laddove i cittadini meratesi saranno chiamati ad individuare il successore di Perego in una battaglia senza esclusione di colpi, e dall’esito sicuramente incerto.
Dario Meschi
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