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IL BOOM DELLE SECONDE CASE
Il mercato immobiliare delle seconde case, come hanno rilevato i principali osservatori del settore, è caratterizzato nel primo semestre del 2003 da una forte domanda con prezzi in aumento anche consistenti. Le motivazioni di questa dinamica sono le stesse che caratterizzano la richiesta di abitazioni in genere e in particolare di quelle destinate a prima casa: l’incertezza degli investimenti mobiliari, la scarsa redditività dei titoli, la difficile congiuntura economica e l’instabilità politica internazionale confermano il mattone come il bene rifugio più amato dagli italiani. In una simile situazione, secondo il rapporto fornito da Nomisma, continua la risalita dei prezzi dopo la crescita del 10,3% registrata tra il 2001 e il 2002, segnando un ulteriore incremento nell’ultimo anno del 7,4%. Secondo le analisi fornite, il boom dell’acquisto della prima casa ha trascinato anche quello degli immobili per le vacanze. Secondo Tecnocasa si sono maggiormente rivalutate la case al mare con un +6% rispetto a quelle al lago, +5,8%, e a quelle in montagna, +2,4%. Addirittura la Fiap, la Federazione degli agenti immobiliari, fornisce dati ancora più ottimistici segnalando crescite del 10% annuo, con punte ancor più elevate. Sempre secondo Nomisma tra le prime dieci località che hanno fatto registrare i maggiori aumenti quattro sono liguri (Sestri Levante, seconda assoluta con un +17,9%, S. Margherita + 15,4%, Rapallo + 14,4% e Bordighera con il 10%). In montagna, dopo Cortina, + 11%, seguono Champoluc con l’8,3%, Folgarida con il 7,4%, Bardonecchia con il 6,2%, Ortisei 5,1% e Sestriere con il 4,7%. L’andamento in aumento parrebbe confermato dai risultati del primo semestre di quest’anno, secondo i dati per ora disponibili, ma già dal rapporto Bnl/Centro Einaudi relativo al 2002, si rileva che i proprietari di seconde case sono quintuplicati negli ultimi cinque anni: nel 1999 il 5,2% delle famiglie aveva acquistato la propria abitazione e solo lo 0,3% la casa per le vacanze, contro il dato dell’anno scorso, con acquisti rispettivamente del 7,2% e del 1,5%. L’aumento della domanda ha comportato l’inevitabile crescita dei prezzi anche per le case in località turistiche. Tra i fattori caratterizzanti questo fenomeno di crescita oltre a quelli negativi ne vanno aggiunti altri positivi come il rientro dei capitali dall’estero, ottenuto grazie allo scudo fiscale offerto dal governo, e ancor più la diminuzione dei tassi sui prestiti che hanno favorito il ricorso all’accensione di mutui. Per analizzare il boom del mattone è importante segnalare le priorità nelle scelte d’investimento delle famiglie: secondo BNL/Einaudi, nel 2002, oltre il 50% ha indicato come prima risposta la “sicurezza”, relegando al 19% il rendimento immediato, al 18% l’aumento del capitale e al 13% la liquidità. Proseguirà ancora il trend positivo? E’ la domanda ricorrente alla quale è difficile fornire una risposta. Per Scenari Immobiliari il 2003 vedrà acquisti per 2,5 miliardi di euro, il 4,2% in più dell’anno prima, con prevalenza di acquisti di rustici piuttosto che di case al mare, in quanto l’offerta nelle località balneari è piuttosto scarsa. Ciò contribuirà a mantenere la crescita media dei prezzi in linea con l’inflazione, almeno nei prossimi mesi. Per il futuro più lontano varranno le solite regole, pertanto gli incrementi di valore dipenderanno dalla qualità degli immobili, dalla loro ubicazione, dalla località prescelta e dal taglio delle unità immobiliari: le piccole sicuramente più richieste delle grandi..
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