Settimanale diretto da Dario Meschi

Aggiornato sabato 9 agosto 2003 - Anno 3 - Nr. 32

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GIUSTIFICATE PREOCCUPAZIONI

Le recenti dichiarazioni rilasciate dall’assessore ai Lavori Pubblici, Andrea Massironi, in merito all’andamento dei lavori di ristrutturazione dell’ex palazzo municipale di Piazza degli Eroi, destinato ad ospitare il nuovo Centro Culturale Polifunzionale, destano giustificate preoccupazioni.
I lavori procedono, com’è visibile e confermato dallo stesso assessore a rilento e nelle ultime settimane sembrerebbero addirittura essere stati sospesi: dopo diversi mesi d’attività lo stato d’avanzamento è tale da far presupporre un rinvio preoccupante della data di consegna delle opere.
La società appaltatrice dei lavori, il Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna, dopo aver subappaltato i lavori ad una società palermitana e dopo le tensioni insorte circa il mancato pagamento degli stipendi, ed altri numerosi inconvenienti, è stata richiamata all’ordine dall’amministrazione comunale affinché riprenda il dominio del cantiere e presenti un programma lavori in sintonia con le previsioni contrattuali.

Evidentemente non si vuol aprire un nuovo caso, arrivando ad una situazione simile a quella verificatasi nel cantiere di riqualificazione dell’area Cazzaniga, laddove il ritardo accumulato dalla Cias, la società esecutrice delle opere, è già di circa due anni e dove, aldilà delle ottimistiche previsioni del sindaco Dario Perego, non s’intravede una possibile soluzione in tempi brevi.
Si evidenzia l’impotenza degli amministratori di fronte a procedure legate alla legge Merloni che provocano disagi un po’ ovunque, in quanto non consentono la scelta diretta della ditta esecutrice delle opere avvicinando degli interlocutori sconosciuti, non sempre affidabili.
A tal riguardo vorremmo chiedere ad Andrea Massironi perché il contratto d’appalto ha previsto la possibilità di eseguire subappalti: era tassativamente previsto nel dispositivo della Merloni, o è stato introdotto col consenso degli amministratori meratesi? Un ostacolo legislativo insormontabile o una negligenza nella stesura del contratto?
Sono interrogativi che meritano una risposta perentoria per porre fine ad un palleggiamento di responsabilità poco rispettoso nei confronti dei cittadini. L’unica possibilità per sgombrare il campo da ogni dubbio, per assolvere o condannare l’operato della stessa giunta.
La città di Merate ha già patito un tormentone e pagato un pesante tributo all’epoca della realizzazione del centro di aggregazione per gli anziani di Piazza Don Minzoni, ed ora, se non fossero accertate responsabilità a carico degli amministratori, non sarebbe giusto addebitare responsabilità che potrebbero incidere e condizionare la futura campagna elettorale
Massironi, non sappiamo con quale autorità e con quale potere, paventa la revoca del contratto di appalto. Se tale azione si dimostrasse possibile, dopo le dovute verifiche, sarebbe più che legittimo procedere in tal senso dando totale appoggio all’assessore. Un’ulteriore domanda sorge però spontanea: a fronte di una tale possibilità perché non si è proceduto revocando il contratto alla Cias?   

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