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IL RITORNO DELLA SIRONI
L'analisi fornita da Giliola Sironi, democristiana di lungo corso, uscita dal Partito popolare nel 1999 dopo una lunga, attiva e fortunata carriera politica, in merito al commissariamento del comune di Casatenovo dopo la forzata uscita di scena del sindaco Giuseppe Corbetta, ha consentito la prima vera valutazione politica sulle circostanze che hanno portato alla crisi e alle dimissioni e su quella che può essere definita una vera e propria debacle della maggioranza di centrosinistra: la prima per importanza nell'intera provincia di Lecco. La Sironi, dopo aver definito il grave incidente di percorso "un suicidio politico", ha tracciato una disamina attenta sull'accaduto e sulle circostanze che lo hanno favorito, grazie all'acquisita esperienza, all'intuizione ed alle capacità politiche di cui dispone. Nelle dichiarazioni rese ha confermato come "il primo amore non si scorda mai", manifestando la volontà di riunire un gruppo di cittadini, espressione dell'antica tradizione democristiana e dell'esperienza da ciascuno maturata per proporsi agli elettori in una competizione elettorale difficile, incerta e sicuramente combattuta.
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Non mancheranno gli argomenti all'indomita leonessa che al momento, più per mestiere che per convinzione, nega una sua possibile candidatura alla poltrona di sindaco. Giliola Sironi colpisce duro centrando il bersaglio, laddove critica la litigiosità presente all'interno dell'ex maggioranza, biasimando inoltre il comportamento di tutte le forze presenti nel consiglio comunale, escluse dalla vita amministrativa, private di una tribuna importante e della possibilità di dialogare con i cittadini. Non ha mancato di sottolineare la grave responsabilità delle segreterie politiche provinciali dei partiti presenti nello schieramento di maggioranza, incapaci di gestire una situazione che in altri tempi e con altri uomini non sarebbe degenerata in maniera così dirompente: un modo come un altro per denunciare l'incomunicabilità e la frammentarietà che nuocciono all'Ulivo, proprio per la mancanza di una guida certa e di uomini d'adeguato carisma e spessore. Nell'analisi degli avvenimenti coglie inoltre gli aspetti salienti di una crisi combattuta in nome di un Piano Regolatore, capace per gli interessi che muove di rompere una forte maggioranza, poco contrastata da un'opposizione spesso fragile e poco incisiva. Lo strumento urbanistico, già costato un miliardo di lire, oltre a dover confrontarsi con le attese e gli interessi dei cittadini, manifestate nella presentazione di circa 300 osservazioni, dovrà risolvere il problema del trasferimento dell'azienda Ferrarini in una nuova e idonea sede, compatibile per collocazione con la realtà e le esigenze territoriali del comune. Non solo, dovrà determinare il futuro dell'area ad alta concentrazione volumetrica che sarà dismessa sottraendola, secondo l'esponente politico, ad attività edilizie speculative, destinandola ad ospitare opere pubbliche utilissime, dalle scuole al municipio o alle case per gli anziani. L'intervento di questo storico personaggio, possibile futuro candidato a sindaco, apre ufficialmente la campagna elettorale per la conquista del comune dimostrando la determinazione e la grinta di una donna che continuerà a far parlare di sé. Il futuro è evidentemente incerto, non sarà facile per gli avversari contrastare un gruppo che potrebbe rappresentare la continuità con la lunga tradizione amministrativa che ha governato il comune.
Dario Meschi
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